Inconsistenza del TEMO e sommatoria dei tassi di interesse



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Trib. Roma, Sentenza 2029 del 21.01.2018

di Lecci Michael

 


Premessa

La controversia sottoposta all’esame dei giudici romani ha ad oggetto un contratto di mutuo al quale, secondo quando contestato da parte attrice, venivano applicati interessi anatocistici e tasso usurario; il correntista (per l’effetto) chiedeva la rideterminazione dei rapporti dare-avere nonché la condanna della banca al risarcimento di dei danni patrimoniali e non patrimoniali (anche ex art. 2043 c.c. e 185 c.p.).

  • “Prospettazione astratta del tasso di mora” e sommatoria tra tassi

Entrando nel dettaglio dei fatti contestati da parte attrice si rileva che il contratto di mutuo stipulato dal correntista prevedeva, a suo dire, un tasso complessivo ed un tasso effettivo di mora usurari: più specificamente, il primo era fissato nella misura del 5,50% annuo; il tasso di mora iniziale, invece, era pari al 6%, a fronte di un tasso soglia pari al 10,4000%

Premessa la “obiettiva” non usurarietà dei predetti tassi (singolarmente considerati), i giudici evidenziano come non sia possibile contestare la pattuizione inerente il tasso di mora dandone una prospettazione meramente “astratta”; invero, il correntista non ha dato prova di aver pagato tardivamente una o più rate del piano di ammortamento con conseguente pagamento di importi a titolo di interessi moratori. Contrariamente, la contestazione del correntista pretende di conteggiare l’incidenza del tasso di mora in via meramente teorica, esemplificando un ipotetico futuro inadempimento.

Né tantomeno può supportarsi la tesi che prevede la sommatoria tra tasso corrispettivo e tasso di mora, avendo i medesimi natura intrinsecamente non assimilabile; infatti, l’applicazione degli interessi moratori sull’importo delle rate scadute (e quindi comprensive della quota interessi) è conforme all’art. 3 della Delibera CICR del 09.02.2000, legittimata dall’art. 120 TU[1].

L’inconsistenza giuridica del TEMO

Ad ulteriore corroborazione della propria tesi i giudizi evidenziano l’ inattendibilità della perizia econometrica prodotta da parte attrice laddove pretende di determinare un artificioso TEMO (tasso effettivo di mora). Puntualizzano i giudici, infatti, che la nozione di TEMO muove dal presupposto di sommare spese e oneri agli interessi moratori, effettuando una analogia con il concetto di TAEG, senza tenere conto che l’ultimo parametro ha logica solo se riferito agli interessi corrispettivi e agli oneri accessori all’erogazione del credito, dovendo escludere tale accessorietà degli oneri rispetto all’interesse moratorio,  che invece dipende non dall’erogazione del credito, quanto piuttosto dall’inadempimento del debitore.

Evidenziano i giudici, inoltre, che la pretesa di fondare la propria doglianza su un calcolo di tale tipo è priva di fondamento anche sotto diverso profilo: il calcolo effettuato da parte attrice consiste nell’ipotizzare un ritardo nel pagamento della prima rata di ammortamento di 29 giorni e di rapportare poi la mora così maturata alla sola quota capitale della prima rata non pagata tempestivamente. L’erroneità di tale calcolo è avvalorata dalla pretesa di parametrare la quota di interessi moratori alla quota della rata tardivamente onorata e non già al capitale residuo al momento del pagamento rendendo, di conseguenza, il tasso di mora nettamente superiore a quello effettivamente applicato.

All’esito dell’analisi, pertanto, i giudici evidenziano che il tasso effettivo di mora non ha alcuna base normativa ed è assolutamente privo di attendibilità (perlomeno per le modalità seguite nel caso di specie).

Esclusione della commissione di estinzione anticipata

Appare ormai pacifica, quantomeno nella giurisprudenza di merito, l’esclusione dal calcolo del TAEG delle commissione di estinzione anticipata laddove non abbia trovato concreta applicazione. Essa, infatti, non può ritenersi  ontologicamente corrispondente ad un onere aggiuntivo da cumulare al tasso di mora così da non poter rilevare ai fini della verifica dell’osservanza del tasso soglia.

[1] Si veda TEMO, Sommatoria dei tassi corrispettivo e moratorio e Ammortamento alla francese

Qui la sentenza: Trib. Roma, sent. 2029 del 21.01.2018

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