Rilevanza della commissione di massimo scoperto ai fini del calcolo del tasso usurario – Marco Chironi



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Commento Sent. Cass. Civ. Sez. I, n. 15188/2017,

di Marco Chironi

 


 

 

Usura- Commissione di massimo scoperto – Rilevanza per il calcolo del tasso usurario – Applicazione in data anteriore all’entrata in vigore dell’art. 2-bis, comma 2, legge n. 2 del 2009 – Rimessione al Primo Presidente per l’eventuale rimessione alle Sezioni Unite Civili per risolvere la questione di notevole importanza

 

Con l’ordinanza del 20 giugno 2017, n. 15188, la prima sezione della Corte di Cassazione ha rimesso al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite Civili, la questione della rilevanza in chiave usuraia della Commissione di massimo scoperto (C.m.s) ante riforma, sulla quale la stessa Corte ha preso coscienza degli orientamenti contrastanti su tale disciplina.

Il contrasto che si è venuto a delineare tra le diverse pronunce della Corte, viene sostanzialmente a convergere e a riflettersi sull’interpretazione del combinato disposto tra la norma definitoria della fattispecie oggettiva di usura, secondo il disposto dell’ art. 1 legge n. 108/1996 nonché dell’art. 644 cod.pen., e, dall’altro, dalla norma dell’art. 2-bis, comma 2, legge 24 gennaio 2009 n. 2, di conversione (con modificazioni) del d.l. 29 novembre 2008, n. 185, secondo cui «gli interessi, le commissioni e le provvigioni derivanti dalle clausole, comunque denominate, che prevedono una remunerazione a favore della banca, dipendente dall’effettiva durata dell’utilizzazione dei fondi da parte del cliente, dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono comunque rilevanti ai fini dell’applicazione dell’art. 1815 cod. civ., dell’art. 644 cod. pen. e degli art. 2 e 3 legge 7 marzo 1996, n. 108».

Dall’esame delle motivazioni della Corte non pare possano esserci dubbi sulla possibilità di configurare la commissione di massimo scoperto, quale costo addossato al debitore, una specifica forma di «remunerazione» del credito ( come confermato, da ultimo, Cass., 7 marzo 2017, n. 5609).

Il nodo della questione si sposta quindi  sulla possibilità di individuare nell’ordinamento una disposizione normativa che possa escludere la C.m.s dal novero della rilevanza usuraia e dalla formula per il calcolo del TEG anche per il periodo anteriore al gennaio 2010, ai sensi dell’art. 2-bis, comma 2, della legge n. 2 del 2009.

Ad avviso di chi scrive, sarebbe auspicabile una pronuncia delle Sezioni Unite che facesse chiarezza «sulla questione di massima di particolare importanza» e che delineasse le linee guida che dovranno essere rispettate nelle prossime pronunce, per evitare irragionevoli trattamenti differenziati e garantire una certezza del diritto.

 

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