La scienza è una sorta di forma di sovversione concettuale, nella quale tutto assume un significato relativo, dettato dell’impossibilità di osservare se non dall’interno dello stesso sistema dei fenomeni osservati. Il progresso non è semplice, perché fondato su scoperte spesso fortuite, sicuramente non programmate e che, molte volte, disattendono persino gli obiettivi fissati in partenza, mostrandone la fallacia. È sedimentazione, è portarsi appresso la giusta quantità del sapere passato, né troppo poca, né, tantomeno, troppo zavorrati. L’unica ricetta sono “tentativi ed errori”.