La vita di Artemisia Gentileschi è tutt’altro che semplice e lineare; emblema della resilienza femminile in un circolo chiuso riservato quasi esclusivamente agli uomini, l’artista riesce ad imporre il suo nome e la sua opera, grazie alla magnificenza del suo tratto.
Artemisia, l’artista, si presenta indisponente, tronfia, orgogliosa, ma dietro questa ostentata sicurezza si cela la donna, timida e sensibile quanto forte e imperturbabile, forgiata dagli accadimenti della vita.
Violentata in giovane età, Artemisia si difende denunciando il suo aguzzino, in un contesto socio-culturale che non conosce i diritti della donna violata. Messa al bando, viene costretta ad un matrimonio di circostanza e, innamoratasi del marito, si ritrova presto sola e abbandonata, dilaniata dall’abbandono e da una maternità che non sa gestire.
La fragilità della donna si scontra con l’imponenza dell’artista e il risultato è ancora visibile nelle sue opere più significative.