Per quanto, tuttavia, il percorso non sia per niente agevole, il punto d’arrivo è sempre sorprendente, “sempre un po’ più in là rispetto a quello che il lettore pensa di doversi aspettare”.
Saba dedica le sue scorciatoie all’arte, alla letteratura, ai suoi colleghi, ai suoi contemporanei, ai rapporti umani, al proprio periodo storico, a quelli precedenti e ai successivi: nulla viene esonerato dall’ironica sagacia, a tratti sprezzante, del grande osservatore triestino.