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«Kleist, il poeta giuridico.»

In un opuscolo che racchiude due meravigliosi racconti si trova il genio e la completezza stilistica di Kleist.

La narrazione di storie comuni e ancora attuali cela messaggi di grande intensità: l’emancipazione femminile e il senso di giustizia.

Ne “La marchesa di O.” la storia di una donna oltraggiata e che scopre di essere incinta diventa un manifesto di emancipazione femminile in un periodo di netta chiusura verso tali argomenti.
La donna, vedova e madre, scoprendo di essere incinta, ma non sapendo chi possa essere il padre del nascituro, avvia una personale ricerca dell’uomo, pubblicando sul giornale un annuncio in cui, dopo aver reso pubblica la vicenda, lo invita a palesarsi; in questo modo, non tacendo la questione, si trova a dover affrontare la reazione violenta della famiglia e il ripudio da parte del proprio padre.
Il lieto fine metterà ogni tassello al suo posto.

Nel “Michael Kohlhaas” l’amministrazione della giustizia ne esce socialmente distrutta, lesa dal clientelismo e dall’arroganza dei più forti.

Anche il più pacato degli uomini, davanti al torto e all’ingiustizia, all’empietà dei potenti, può diventare un brigante.
La storia di Kohlhaas è una storia di ingiustizia e soprusi che il protagonista, venditore di cavalli e uomo retto e giusto, subisce da un nobile, spudoratamente avallato dagli uomini di giustizia che tanto giusti, in verità, non sono.
Kohlhaas subisce un torto e chiede giustizia, ma finisce con l’essere giustiziato per i crimini commessi a causa dell’ira scatenata dalla grande ingiustizia subita.
Pagine intense , piene di stati d’animo commoventi e faccende raccapriccianti.
Pagine fitte di parole, con una punteggiatura scarna e limitata, che impegnano l’occhio ancora prima della mente, ma che regalano immagini vivide e reali.
Pagine fitte di amore e livore, che narrano – senza temere il passare del tempo – di una storia verosimile (Kleist prese spunto da una vicenda realmente accaduta) che ancora oggi appare attuale.

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