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di Nadia Denisi

Avvocato e PhD

Il crescente utilizzo di strumenti innovativi nel comparto antiriciclaggio (AML/CFT), confermato sia dalle indagini della Banca d’Italia che dagli interventi delle Autorità internazionali ed europee , offre grandi opportunità agli intermediari ma, al contempo, porta con sé nuovi rischi che richiedono il rafforzamento dei presidi di controllo.
Per comprendere appieno le opportunità e i rischi delle nuove tecnologie applicate nell’adempimento degli obblighi e dei controlli AML/CFT e individuare le eventuali aree di miglioramento, l’Unità di Supervisione e normativa antiriciclaggio (SNA) della Banca d’Italia ha condotto presso un campione di banche di medie dimensioni un’indagine tematica , che dalle indagini fintech dell’Istituto hanno mostrato un’elevata propensione all’innovazione. In particolare, l’analisi tematica ha avuto ad oggetto l’utilizzo di strumenti innovativi nell’assolvimento degli obblighi antiriciclaggio (hashtagAML/hashtagCFT), evidenziando nel rapporto le potenzialità e rischi e delineando alcune condizioni e prerequisiti al ricorrere dei quali i vantaggi attesi dalle nuove soluzioni appaiono massimizzati.
L’approfondimento ha coinvolto banche che, nel periodo 2022-2024, hanno mostrato un’elevata propensione all’innovazione e consolidato l’utilizzo di strumenti innovativi nel prevenire il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.
Le analisi svolte hanno messo in evidenza che i benefici attesi dalle nuove soluzioni sono massimizzati quando: i) l’introduzione di strumenti innovativi si inserisce all’interno di una più ampia strategia di trasformazione digitale dei controlli AML/CFT, la cui definizione tiene conto degli impatti di tali strumenti sui processi e sulle risorse aziendali; ii) sono implementati adeguati meccanismi di monitoraggio nel continuo delle funzionalità delle nuove soluzioni; iii) sono disponibili in azienda competenze specialistiche per il governo e il controllo della leva tecnologica applicata ai controlli AML/CFT.
La pubblicazione dei risultati dell’Indagine ha lo scopo di accrescere, presso gli intermediari vigilati dalla Banca d’Italia, la consapevolezza dell’importanza di una chiara strategia di trasformazione digitale dei controlli AML/CFT. Gli intermediari, infatti, si trovano ad affrontare sfide significative a causa dell’enorme volume di transazioni da monitorare, di rapporti con la clientela sempre più spesso stabiliti a distanza e dell’evoluzione dell’attività criminale, diventata più transnazionale e tecnologicamente sofisticata.

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