Intelligenza Artificiale e giustizia predittiva.



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Rivista di Diritto del Risparmio

 

Intelligenza Artificiale e giustizia predittiva[*]

 

di Giorgia MELIOTA[**]

 

 

 

 

 

The ongoing technological revolution goes beyond the simple offer of new digital tools, leading to the urgency of a real reintrerpretation of Law. The extensive use of Machine Learning techniques reflects the existence of an irreducible binomial between man and machine, in which both the factors seem to be essential and complementary. With specific reference to banking and finance, the benefits already encountered in terms of efficiency and services’ quality portend further developments and an increasingly widespread use of algorithmic solutions, powered by modern databases capable of managing legal data in an automated way. Quite a few perplexities, however, continue to rise in reference to the new frontier of the so-called predictive justice. The possibility that the ruling’s ratio decidendi could be artificially built through a software instructed to capture the logical links existing in previous jurisprudential cases, indeed, seems to make the doctrine so worried that it often feels the need to claim the importance of human sensitivity, an exclusive prerogative of the judge. Most of the jurists, therefore, focusing on the negative implications of the phenomenon, recognize Artificial Intelligence as a mere aid to human judicial activity, which remains indispensable. Nonetheless, concrete experiences of algorithms’ application – even in areas other than banking – continue to be extremely positive, leaving room for future developments.

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Rivista di Diritto del Risparmio

Luglio – Fascicolo 2/2022


Abstract.

La trasformazione tecnologica in atto travalica la mera offerta di nuovi strumenti digitali determinando l’urgenza di una vera e propria rilettura del diritto. L’ampio ricorso a tecniche di Machine Learning, in particolare, riflette l’esistenza di un binomio irriducibile tra uomo e macchina, nel quale entrambi i fattori si confermano essenziali e complementari. Con specifico riferimento al settore bancario e finanziario, i tanti benefici già riscontrati in termini di efficienza e potenziamento della qualità dei servizi resi fanno presagire sviluppi ulteriori e un impiego sempre più capillare delle soluzioni algoritmiche, alimentate grazie a potenti banche dati capaci di gestire i dati giuridici in modo automatizzato. Non poche perplessità, invece, continuano ad emergere in riferimento alla nuova frontiera della c.d. giustizia predittiva. L’eventualità che la ratio decidendi di una pronuncia venga costruita artificialmente attraverso softwares istruiti a captare i nessi logici esistenti nei precedenti giurisprudenziali, invero, sembra preoccupare la dottrina, che avverte spesso il bisogno di rivendicare l’importanza della sensibilità umana, prerogativa esclusiva del giudice. In molti, pertanto, concentrandosi sulle implicazioni negative del fenomeno, preferiscono riconoscere all’Intelligenza Artificiale una funzione di mero ausilio rispetto all’attività giudiziaria umana, che rimane irrinunciabile. Ciò nonostante, le esperienze concrete di applicazione degli algoritmi – anche in ambiti diversi da quello bancario – continuano a risultare estremamente positive, lasciando spazio a sviluppi futuri.  

 

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[*] Contributo approvato dai referee.

[**] AML e Compliance Analyst.

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