La dichiarazione di quantità positiva nel pignoramento presso terzi.



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Nota a Cass. Civ., Sez. III, 27 luglio 2021, n. 21514.

di Donato Giovenzana

 

Significativo principio espresso dalla Suprema Corte in subjecta materia, secondo cui:

va affermato che la dichiarazione con la quale il terzo pignorato ammette la sussistenza di un suo debito nei confronti del debitore esecutato, anche se con riguardo allo stesso abbia già ricevuto la notificazione di precedenti pignoramenti, va senz’altro qualificata come dichiarazione di quantità positiva. In tal caso l’art. 547 c.p.c. impone infatti al terzo di indicare i precedenti pignoramenti, spettando poi al giudice dell’esecuzione disporre l’eventuale riunione delle procedure esecutive, onde provvedere alla distribuzione tra i vari creditori delle somme disponibili”.

La banca aveva infatti dichiarato che vi erano fondi per un ammontare pari a quasi cento milioni di euro sul conto di tesoreria, sebbene precisando che detti fondi risultavano già integralmente vincolati per precedenti pignoramenti.

Dette ulteriori precisazioni fornite dal terzo nel caso di specie, in presenza di una dichiarazione in cui si attestava la sussistenza di fondi sul conto di tesoreria, secondo la Cassazione, non potevano avere alcun rilievo in relazione alla positività o negatività della dichiarazione.

 

Qui l’ordinanza.

 

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