Restituzione della cambiale e concordato preventivo.



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Nota a Cass. Civ., Sez. I, 19 luglio 2021, n. 20624.

di Donato Giovenzana

 

Secondo la banca – presso la quale erano state scontate dalla società cliente, ora in concordato preventivo, numerose cambiali – non si applica, in tale contesto, l’art. 66 L. C., in quanto nella procedura di concordato preventivo manca totalmente un accertamento giudiziale dello stato passivo; per il che ritiene di non essere tenuta alla restituzione degli effetti.

Di ben diverso avviso la Suprema Corte, secondo la quale, ove così fosse significherebbe esporre irragionevolmente il debitore proponente al rischio di dover pagare una seconda volta in forza dell’azione cambiaria, e di non poter esercitare le azioni cambiarie eventualmente spettantigli.

Per i Supremi Giudici “non vi è dubbio che l’esigenza di tutela del debitore cambiario sussista – negli stessi termini in cui tale necessità è stata affermata nella procedura fallimentare – anche in caso di procedura di concordato preventivo, allorquando il creditore, portatore di titoli cambiari, intenda far valere i diritti derivanti dal rapporto causale“, per cui “si rende necessaria, pertanto, un’interpretazione estensiva dell’art. 66 legge fallimentare (rectius cambiaria), nel senso che deve imporsi al portatore del titolo l’offerta di restituzione del medesimo ed il conseguente deposito nella cancelleria del giudice, non solo se il creditore eserciti formalmente un’azione causale, ma quando ricorra la situazione, del tutto omogenea, in cui lo stesso intenda esercitare i diritti derivanti dal rapporto causale (mediante la richiesta di precisazione del credito al Commissario liquidatore dopo l’omologa del concordato) nell’ambito di una procedura avente comunque una rilevanza pubblicistica, quale quella (concorsuale) di concordato preventivo“.

I Giudici di legittimità hanno pertanto enunciato il seguente principio di diritto:

Il portatore del titolo di credito è tenuto ad offrire al debitore la restituzione della cambiale e a provvedere al conseguente deposito del titolo nella cancelleria del giudice, come prescritto dall’art. 66, non solo se eserciti l’azione causale, ma anche quando intenda far valere nei confronti del proprio debitore i diritti derivanti dal rapporto causale nell’ambito di una procedura avente comunque una rilevanza pubblicistica, quale quella (concorsuale) di concordato preventivo“.

 

Qui l’ordinanza.

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