La validità della copia del titolo spedita in forma esecutiva a favore del Dante causa: la nostra nota del Dantedì.



2 min read

Nota a Cass. Civ., Sez. III, 11 dicembre 2020, n. 28303.

di Antonio Zurlo 

 

 

 

 

Il fenomeno successorio dal lato attivo, nella titolarità della situazione sostanziale, verificato prima dell’instaurazione del processo esecutivo, è regolato dagli artt. 474 e 475 c.p.c. Si ritiene che il termine “successione” sia utilizzato nella sua accezione generica e, quindi, sia comprensivo sia della successione attiva inter vivos che quella mortis causa[1].

Nella fattispecie in esame deve, quindi, valutarsi se si tratti (o meno) di un fenomeno successorio, inteso come traslazione del diritto; a giudizio del Collegio, la risposta deve essere positiva, dal momento che, alla cessazione dell’usufrutto e del consolidamento in piena proprietà, il titolare della nuda proprietà, a norma dell’art. 999, secondo comma, c.c., succede legalmente nel rapporto locatizio che, entro limiti volti a contemperare i diritti dominicali con quelli del conduttore[2], “continua”; ne consegue che il titolo esecutivo non possa ritenersi inutilmente dato rispetto al successore legale dal lato attivo.

La censura relativa alla spedizione in forma esecutiva è, del pari, infondata. Invero, l’art. 475, secondo comma, c.p.c., prevede che la spedizione in forma esecutiva del titolo giudiziale (o equiparato) possa essere effettuata indifferentemente a favore della parte a beneficio della quale sia stato pronunciato il provvedimento o dei suoi successori; l’unica condizione posta dalla norma è che sia fatta menzione, in calce alla formula esecutiva apposta, del nominativo della persona in favore della quale è rilasciata la copia esecutiva. L’art. 476, primo comma, c.p.c., prescrive, poi, che non possano essere spedite, in forma esecutiva, in favore della stessa parte più copie del titolo; tale disposizione è preordinata a impedire che il creditore, avendo a disposizione più copie dello stesso titolo con la formula esecutiva, possa procedere a un incontrollato esercizio dell’azione esecutiva. Il divieto di spedizione del titolo in forma esecutiva in plurime copie non è, dunque, assoluto, ma riguarda ciascuna parte in favore della quale sia stato pronunciato il titolo stesso: ciò significa che potranno essere spedite in forma esecutiva tante copie dello stesso titolo quanti siano i titolari attivi dell’obbligazione, mentre la copia rilasciata con la formula dovrà essere unica in favore di ogni titolare attivo, ove per tale s’intende ciascuna persona a favore della quale il titolo è stato emesso ovvero il successore che subentra nella stessa posizione di diritto[3].

 

 

Qui l’ordinanza.


[1] Cfr. Cass. 16 febbraio 1968, n. 551; Cass. 27 gennaio 1981, n. 610; Cass. 14/02/2013, n. 3643.

[2] V. Cass. 26/05/2011, n. 11602.

[3] Cfr. Cass. 05/01/1998, n. 53.

Ricerca avanzata


  • Categorie

  • Autori

  • Seleziona il periodo

Copy link
Powered by Social Snap