Il riconoscimento pro quota consente di “superare” l’accettazione con beneficio di inventario e l’autorizzazione del Giudice Tutelare in ragione del coerede sottoposto ad amministrazione di sostegno.



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Nota a ABF, Collegio di Palermo, 5 gennaio 2021, n. 89.

di Donato Giovenzana

 

La controversia verte sulla questione relativa al l’accertamento del diritto dei ricorrenti, eredi di cointestatario di un libretto di deposito insieme ad un terzo coerede, ad ottenere la liquidazione, in ragione delle quote ereditarie, del relativo saldo.

I ricorrenti considerano, in particolare, illegittimo il diniego opposto dall’intermediario resistente, il quale ai fini della liquidazione de qua riteneva necessaria, stante l’esistenza di un terzo coerede incapace, dell’atto di accettazione con beneficio di inventario e dell’autorizzazione del Giudice Tutelare, oltre che della dichiarazione di successione.

Ciò chiarito, il Collegio, non occupandosi della legittimità delle operazioni poste in essere dopo il decesso del de cuius, perché non oggetto del ricorso, rileva la fondatezza delle doglianze formulate dalla parte ricorrente, ritenendo il comportamento tenuto dall’intermediario resistente illegittimo. Sul punto si richiama il pacifico orientamento espresso tanto in seno all’Abf, quanto dalla giurisprudenza di legittimità secondo cui “ Il singolo coerede è legittimato a far valere davanti all’ABF il credito del de cuius caduto in successione sia limitatamente alla propria quota, sia per l’intero, senza che l’intermediario resistente possa eccepire l’inammissibilità del ricorso deducendo la necessità del litisconsorzio né richiedere la chiamata in causa degli altri coeredi. Il pagamento compiuto dall’intermediario resistente a mani del coerede ricorrente avrà efficacia liberatoria anche nei confronti dei coeredi che non hanno agito, i quali potranno far valere le proprie ragioni solo nei confronti del medesimo ricorrente” (Coll. di Coordinamento n. 27252/2018; in questo senso Cass. 27417/2017).

In conclusione e sulla base di tali rilievi, deve riconoscersi il diritto dei coeredi di ottenere la liquidazione pro quota, ciascuno di 1/3, della metà del saldo presente sul libretto di deposito di cui il de cuius era cointestatario.

 

 

Qui la decisione.

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