Evento pandemico e polizze business interruption: il Tribunale di Parigi in favore della risarcibilità delle perdite da lockdown



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di Giulia De Giorgi[1]

 

 


La questione in fatto

All’esito della procedura d’urgenza ex art. 484 del cpc francese[2], con ordinanza del 22 maggio 2020, il Tribunale di Parigi apre la strada al riconoscimento del diritto dell’assicurato ad ottenere un risarcimento dei danni da lockdown. Nel caso in esame, si tratta di danni derivanti dalla inattività degli esercizi commerciali a seguito di “chiusura amministrativa” (la cui natura è stata invece negata dalla parte convenuta), che è stata disposta durante il lockdown, in virtu’ del decreto 14 marzo 2020[3]. E dunque, dinanzi al rifiuto della compagnia assicurativa (in via transattiva) di pagare le perdite registrate ed in forza del dissesto finanziario a causa dell’interruzione di attività, un noto imprenditore parigino chiama in causa la propria compagnia, assumendo che lo strumento dell’assicurazione privata necessariamente offrisse copertura al rischio pandemico.

In diritto

1. Assicurabilità del rischio pandemico. In linea generale, il rischio in esame non trova copertura nell’ Assicurazioni epidemie, nella misura in cui tale prodotto garantisce esclusivamente quei rischi finanziari di un evento epidemico, le cui caratteristiche sono la limitatezza spaziale e temporale. Tuttavia, sebbene la disciplina attuale non contempli un’autonoma fattispecie di danno da evento pandemico, il Tribunale parigino introduce la tesi della risarcibilità ancorandola al seguente sillogismo: stante la mancanza di una «norma di ordine pubblico a disporre l’inassicurabilità di conseguenze dannose derivanti da pandemia»[4], incombeva sull’ assicuratore l’onere di escludere convenzionalmente la possibilità di una copertura assicurativa del rischio da business interruption. Tuttavia, con tale statuizione, il Tribunale non fa che entrare in contrasto con la tesi sostenuta dall’ European Insurance and Occupational Pensions Authority (EIOPA), in riferimento all’inoperatività del meccanismo della retroattività. In altri termini, l’Autorità europea aveva recentemente posto un monito sul meccanismo di indennizzo retroattivo delle perdite, allorquando una simile copertura non fosse stata preventivamente oggetto di previsione contrattuale[5].

E difatti, una simile diffidenza istituzionale è inquadrabile nel contesto di logiche macroprudenziali, tese alla tutela della stabilità del settore bancario e assicurativo globale; si tratta di un equilibrio raggiungibile attraverso macroprudential policy (MAP)[6] e una solida strategia di risk management, «in una parola: più complessità gestionale e sistemica»[7], indispensabili per fronteggiare il rischio sistemico.

2. Il difficile inquadramento giuridico dell’evento pandemia. Attualmente circoscritta nell’alveo della causa di forza maggiore, valevole come causa di esonero da responsabilità del debitore[8] e di risoluzione del contratto, la pandemia risulta ad oggi sprovvista di una qualificazione normativa autonoma. Nonostante il recente lavorio sui modelli economici quali l’Infectious Disease Model[9](IDM, solitamente applicato ad epidemie) che sta fornendo in America le prime strategie di gestione dell’evento pandemico, risulta ancora primordiale in Italia il dibattito sul rilievo di una più capillare regolamentazione delle situazioni emergenziali.

Non è un caso che un recente studio abbia rilevato come l’evento pandemia non rientri tra quei rischi “tipici”, cioè tra i «rischi assicurati delle principali polizze attualmente in commercio»[10]. Difatti, un quadro legislativo cosi frammentato ha, inevitabilmente, dei riflessi anche sui rapporti contrattuali e, in particolare, sulla disponibilità sul mercato di prodotti assicurativi ad hoc.

3. La frontiera delle polizze Business Interruption. Ritornando al caso sottoposto all’attenzione del Tribunale di Parigi, si può assumere con elevata probabilità che si è in presenza della classica ipotesi di business interruption. Tuttavia, il ristoratore non avendo sottoscritto tale polizza, non può pretendere l’indennizzo delle perdite che derivano dall’interruzione totale o parziale dell’attività, a seguito dell’impossibilità di accesso nei locali aziendali per effetto di provvedimenti dell’Autorità Pubblica.

4. Le affinità del rischio pandemico a quello sistemico. Nato sotto la metafora di Nessie, il rischio sistemico è per gli operatori economici quello che il mostro di Loch Ness era per gli scozzesi: «onnipresente, ma nessuno sa quando e dove può colpire. Non c’è dimostrazione che qualcuno lo abbia incontrato, ma non ci sono dubbi: esiste»[11]. È opportuno rilevare come nella letteratura di settore sia ormai consolidato il c.d. paradosso del rischio sistemico: esso tende ad accumularsi nelle fasi buone del ciclo economico, risultando pertanto di difficile (se non impossibile) previsione. Paradosso che, ai tempi di una crisi sanitaria, risulta accentuato dalla circostanza che il termine rischio “sistemico”, originariamente sia stato mutuato dal campo medico, ed applicato al settore economico, al fine di «spiegare la propagazione dei fallimenti da un’istituzione, un mercato o un sistema, ad un altro altrimenti sano»[12].

In conclusione, il rischio pandemico ha in comune con quello sistemico non soltanto il carattere dell’imprevedibilità, della larga diffusione, dell’indeterminabile durata ma anche quello dell’incalcolabilità dei costi ad esso correlati, in virtu’ del coinvolgimento di una pluralità di settori.

 


[1] Compliance risk trainee at European Investment Fund (EIF)

[2] Art. 484 cpc francese individua nell’ordinanza de référé «una decisione provvisoria presa su richiesta di una parte, l’altra presente o convocata, nei casi in cui la legge conferisce a un giudice che giudice del merito, il potere di ordinare immediatamente le misure necessarie».

[3] In particolare, l’esercizio in questione rientrava nella categoria ‘’N: Restaurants et débits de boissons’’, Arrêté du 14 mars 2020 portant diverses mesures relatives à la lutte contre la propagation du virus covid-19, consultabile al seguente link www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do?cidTexte=JORFTEXT000041722917&dateTexte=20200323.

[4] Tribunal de Commerce de Paris, ord. 22.05.2020, RG 2020017022.

[5] European Insurance and Occupational Pensions Authority (EIOPA), Call to action for insurers and intermediaries to mitigate the impact of Coronavirus/COVID-19 on consumers, Aprile 2020, disponibile al seguente link www.eiopa.europa.eu/content/call-action-insurers-and-intermediaries-mitigate-impact-coronaviruscovid-19-consumers_en.

[6] Per una definizione di MAP, cfr. J. Caruana-B. H. Cohen, Five questions and six answers about macroprudential policy, in Banque de France Financial Stability Review, 2014, n. 18, «a policy that uses primarily prudential tools to limit systemic or system-wide financial risk, thereby limiting the incidence of disruptions in the provision of financial services that can have serious consequences for the real economy».

[7] E. Gualandri-M. Noera, Rischi sistemici e regolamentazione macroprudenziale, in Lo stato della finanza. Scritti in onore di Marco Onado, Bologna, Il Mulino, 2014, pp. 15-62.

[8] A norma dell’art. 1228 c.c., di recente ribadito nell’art. 91 del decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020 che aggiunge all’interno dell’articolo 3 del decreto legge 23 febbraio 2020 n. 6 il comma 6-bis: “Il rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto è sempre valutata ai fini dell’esclusione, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1218 e 1223 c.c., della responsabilità del debitore, anche relativamente all’applicazione di eventuali decadenze o penali connesse a ritardati o omessi adempimenti“.

[9] D. W. Berger-K. F. Herkenhoff-S. Mongey, An seir infectious disease model with testing and conditional quarantine, in National bureau of economics research, Cambridge, 2020, pp. 1-29, reperibile su www.nber.org/papers/w26901.pdf. 

[10] Deloitte Legal, Coronavirus Legal Tips III Release, 2020, p. 32, www2.deloitte.com/content/dam/Deloitte/it/Documents/legal/Coronavirus%20Legal%20Tips%2018.03.20%20(ITA).pdf.

[11] De Bandt-O. P. Hartmann, Sistemic risk a survey, in Ecb-working papers series, 2000, n. 35, consultabile al sito www.ecb.europa.eu/pub/pdf/scpwps/ecbwp035.pdf?aed583ed969941da13ed774ce848f750.

[12] Per una definizione del rischio sistemico, cfr. F. Bazzana-F. Debortoli, Il rischio sistemico in finanza: una rassegna dei recenti contributi in letteratura, in Alea Tech Reports, 2002, n. 17, pp. 3-4.

 

 

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