Sulla sorte del conto corrente bancario in caso di morte del correntista



4 min read

Collegio Coord. ABF, Dec. n. 24360/19 

di Donato Giovenzana

 


Dopo la rilevante decisione n. 5305 del 17 ottobre 2013 (concernente il decesso del cointestatario del c/c) nonchè l’altrettanto  importante decisione n. 27252 del 20 dicembre 2018 (afferente il potere del singolo coerede di pretendere l’adempimento dell’obbligazione pro quota ovvero per l’intero), il Collegio di Coordinamento ABF è stato chiamato ad affrontare la questione se l’apertura della successione comporti l’estinzione del conto corrente bancario, oppure la successione degli eredi nel rapporto contrattuale; la questione risulta controversa non solo in seno all’ABF, ma anche in dottrina, nel cui contesto si riscontra, in materia, un analogo contrasto di opinioni. 

  • Secondo il primo orientamento il rapporto di conto corrente bancario prosegue anche dopo la morte del correntista, succedendovi gli eredi (che, ovviamente, abbiano accettato l’eredità, sic et simpliciter o con beneficio di inventario). Detto orientamento è seguito dal Collegio di Roma (Vds. dec. n. 7619 del 6 aprile 2018), secondo cui, postasi la questione di stabilire a quale data il conto corrente dedotto in lite avrebbe dovuto considerarsi chiuso, si perviene alla conclusione che: “…la morte del correntista non determina l’estinzione automatica del rapporto di conto corrente bancario, bensì la sua prosecuzione con subentro nel rapporto dei suoi eredi, e salva ovviamente la facoltà di entrambe le parti di recedere successivamente dal rapporto contrattuale così proseguito”. Il Collegio di Roma puntualizza ulteriormente che “non pare che nel rapporto di conto corrente bancario come tale .… possa ravvisarsi quell’intuitus personae normalmente sotteso alla scelta del mandatario e che allora, secondo l’art. 1722 c.c., giustifica la normale estinzione del contratto di mandato in caso di morte del mandante”.

  • Il secondo orientamento, qualificato il contratto di conto corrente bancario come un contratto innominato misto – costituito da concorrenti elementi di diversi negozi tipici, con prevalenza delle prestazioni tipiche del contratto di mandato –, sostiene l’applicabilità dell’art. 1722, 1° c. n. 4) c.c., che prevede l’estinzione del mandato in seguito alla morte del mandante. Detto orientamento è seguito dal Collegio di Milano, il quale, in una serie di decisioni (n. 14866 del 18/06/2019, n. 9469 del 04/04/2019, n. 1931 del 31/3/2014), ha avuto occasione di affermare che, a partire dalla data di decesso del correntista (ovvero da quella in cui il decesso sia con certezza conosciuto dalla banca), l’intermediario debba astenersi dal compiere sul conto intestato al defunto qualsiasi ulteriore operazione, in quanto il rapporto di conto corrente bancario – riconducibile al mandato – sarebbe da ritenersi automaticamente estinto con la morte del cliente, in ossequio all’art. 1722, comma 1° n. 4), c.c. Anche la Corte di Cassazione (sentenze n. 5264/2000 e n. 12921/1992) ha affermato che il rapporto di conto corrente si scioglie in seguito alla morte del correntista, in virtù della cessazione del rapporto di mandato fra il cliente e la banca.

Il Collegio di coordinamento, in esito ad una valutazione analitica delle due contrapposte prospettazioni,  ha ritenuto che la tesi favorevole alla trasmissibilità del rapporto di conto corrente agli eredi sia preferibile. Tuttavia, ha evidenziato che, una volta acquisita conoscenza del decesso del correntista, si apre, per la banca, una fase dove si intensifica la necessità di rispettare i canoni della correttezza e della buona fede. Tali canoni si traducono e si specificano, per un verso, in comportamenti ispirati a prudenza e a buona amministrazione, volti a conservare integre le ragioni dell’eredità; una volta identificati gli eredi, per un altro verso, in obblighi di trasparenza e di tempestiva, puntuale ed esauriente informazione. La banca, dunque, è tenuta ad inviare al successore, al più presto, ogni informazione in suo possesso sullo stato del conto corrente: la consistenza, la presenza di debiti, di polizze assicurative; possibilmente, a informarlo circa il diritto di recesso, ad interpellarlo riguardo all’esercizio di questo diritto e alla eventuale sospensione di pagamenti che l’erede ritenga non più utili. Al successore a qualsiasi titolo è espressamente riconosciuto il diritto di ottenere copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni (art. 119 c. 4 TUB). D’altro canto, è certamente onere degli eredi dare tempestiva notizia alla banca della morte del correntista. Per il che, il Collegio di coordinamento ha enunciato il seguente principio di diritto: 

“Il contratto di conto corrente bancario non si estingue automaticamente per effetto della morte del correntista, ma in conseguenza di una espressa manifestazione di volontà da parte degli eredi. Resta fermo che il comportamento della banca debba essere improntato a correttezza e buona fede anche nei confronti degli eredi”.

 

Qui la decisione: Collegio Coord. ABF, Dec. n. 24360/19 

Ricerca avanzata


  • Categorie

  • Autori

  • Seleziona il periodo

Copy link
Powered by Social Snap