Nuove prospettive: l’Arbitro per le Controversie Assicurative



di Pierpaolo Verri

 


Sulla scia del successo dell’Arbitro Bancario Finanziario e dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie, l’ordinamento italiano si prepara ad accogliere un nuovo sistema di risoluzione extragiudiziale delle controversie per il settore assicurativo: l’Arbitro per le Controversie Assicurative.

 

L’avvio dell’operatività di questo nuovo ADR dovrebbe avvenire presumibilmente all’inizio del 2020, secondo quanto affermato da Salvatore Rossi, direttore generale di Banca d’Italia e presidente dell’istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (IVASS), lo scorso dicembre in occasione del 2° Workshop su “Behavioural Financial Regulation and Policy“, organizzato da Banca d’Italia ed Herbert Simon Society, in collaborazione con Max Planck Institute for Human Development.

Per risalire all’origine di questa figura è opportuno partire dall’esame della Direttiva 2016/97/UE, la quale rifonde e abroga la Direttiva 2002/92/UE (c.d. “direttiva sulla intermediazione assicurativa”, Insuerance Mediation Directive – IMD1), modificandone altresì la denominazione in “direttiva sulla distribuzione assicurativa” (IDD), sottolineando in tal modo come essa si rivolga non solo agli intermediari assicurativi, ma a tutti i soggetti che distribuiscono prodotti assicurativi (agenti, mediatori e operatori di banca e assicurazione, imprese di assicurazione, agenzie di viaggio e autonoleggi).

 

LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO

 

Obiettivi della direttiva sono da un lato disciplinare, in modo ampio, l’attività di distribuzione assicurativa, dall’altro offrire ai consumatori strumenti capaci di fornire loro migliori garanzie di tutela nei confronti delle assicurazioni. La norma del provvedimento europeo che fa esplicito riferimento a questa nuova figura dell’Arbitro per le controversie assicurative è l’articolo 15, rubricato “Risoluzione stragiudiziale delle controversie”, il quale al primo comma stabilisce quanto segue: “Gli Stati membri garantiscono che siano istituite, in conformità dei pertinenti atti legislativi dell’Unione e del diritto nazionale, procedure di reclamo e di risoluzione stragiudiziale delle controversie adeguate, efficaci, imparziali e indipendenti, per la risoluzione delle controversie insorte fra i clienti e i distributori di prodotti assicurativi aventi come oggetto i diritti e gli obblighi derivanti dalla presente direttiva, avvalendosi eventualmente di organi già esistenti. Gli stati membri garantiscono che tali procedure siano applicate ai distributori di prodotti assicurativi nei confronti dei quali sono state avviate le procedure e che agli stessi si estenda la competenza del pertinente organo”.

Efficacia, imparzialità ed indipendenza sono i principi rispetto ai quali dovrà essere orientata l’attività dell’arbitro in via di costituzione, nonché i caratteri di altri due strumenti alternativi di risoluzione delle controversie che negli ultimi anni hanno riscosso notevole successo nel panorama nazionale, ovvero l’Arbitro Bancario Finanziario e l’Arbitro per le Controversie Finanziarie. In particolare, proprio quest’ultimo organo presenta punti di contatto con il mondo assicurativo, possedendo quella che potrebbe definirsi come una competenza limitata in merito alle polizze assicurative. L’ACF, infatti, è sì competente per le polizze di tipo finanziario, unit e index linked, ma soltanto per le controversie che hanno ad oggetto la fase della distribuzione (ad esempio controversie nelle quali il ricorrente lamenta l’inadeguatezza del prodotto con il proprio profilo di rischio) e qualora quest’ultima sia effettuata da intermediari, come sim e banche, oppure dall’impresa di assicurazione. Contrariamente, l’ACF non è competente se la controversia dovesse riguardare momenti successivi alla fase di distribuzione (ad esempio la determinazione del controvalore della somma liquidata), oppure se la distribuzione dovesse essere curata da soggetti appartenenti al mondo prettamente assicurativo come agenti o broker assicurativi.

 

GLI OBIETTIVI DELL’ARBITRO

 

Venendosi a modellare sullo schema di ABF e ACF, il nuovo arbitro perseguirà l’obiettivo di deflazione dell’ingente carico di contenzioso in tema di assicurazioni ed offrirà ai consumatori uno strumento rapido e semplice per la definizione delle controversie con le imprese assicurative. Alcuni dati fanno capire come l’esigenza di procedere alla creazione di tale strumento extragiudiziale di risoluzione delle controversie fosse quanto mai ingente e necessitasse di una pronta risposta. Una stima dell’IVASS, infatti, ha determinato che soltanto nei primi sei mesi del 2018 le assicurazioni che operano nel mercato italiano hanno ricevuto un totale di ben 52.592 reclami, e, fra questi quasi, la metà hanno avuto ad oggetto RC Auto. Dar corso ai reclami in sede giudiziale nel settore assicurativo comporta inevitabilmente conseguenze negative sia sotto il profilo economico per entrambe le parti del conflitto, sia dal punto di vista delle lungaggini processuali che implicano a tutti gli effetti un vulnus di garanzie per i consumatori, non potendosi considerare come piena ed effettiva una tutela che interviene intempestivamente.

Sotto l’aspetto legislativo, l’ordinamento italiano dovrà adeguarsi al recepimento della direttiva, in particolare integrando il Codice del Consumo con l’aggiunta dell’IVASS al novero delle autorità competenti in materia di metodi alternativi di risoluzione delle controversie, ed inserendo nel Codice delle Assicurazioni l’art. 187-ter che regolerà la procedura per la risoluzione stragiudiziale delle controversie tra assicurato e impresa assicurativa.

Le caratteristiche e le funzioni del nuovo arbitro, come detto, saranno pressappoco identiche a quelle di ABF e ACF. Come avviene per le banche e gli intermediari finanziari con i rispettivi arbitri, gli istituti assicurativi rientranti sotto l’attività di vigilanza dell’IVASS, avranno l’obbligo di aderire al nuovo sistema di risoluzione extragiudiziale delle controversie. Il procedimento sarà snello, ed il ricorso all’Arbitro assicurativo equivarrà al preventivo esperimento del procedimento di mediazione assistita nei casi in cui quest’ultimo è condizione di procedibilità per l’esercizio dell’azione in giudizio. Resta fermo poi l’aspetto riguardante il carattere non vincolante delle decisioni arbitrali, a seguito delle quali il consumatore potrà sempre optare per adire la via della giustizia ordinaria.

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