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«La nostra libertà è conquista. »

Non il solito romanzo, piuttosto una lunga chiacchierata davanti ad un caffè.
Il profondo significato di una parola oggi abusata, femminismo, che viene costruito e dettagliato dall’autrice attraverso aneddoti della propria vita e il ricordo di donne importanti, che hanno un valore affettivo e simbolico, per lei e talvolta per il mondo intero.

Il percorso personale viene utilizzato per affrontare temi importanti come l’indipendenza della donna, il riscatto morale e sociale, il valore della sorellanza e soprattutto la violenza di genere.

Non ci sono stereotipi, ma tanti esempi di luoghi e circostanze in cui, ancora in questi tempi moderni, la donna vive in uno stato di sofferenza e abbandono, priva di diritti civili che, nella quotidianità dei più, ormai rappresentano la normalità.

La profondità del testo consiste nella narrazione di esperienze personali, che avvalorano ogni lotta perpetrata dall’autrice e, ancor di più, la forza simbolica delle parole positive, energiche e di speranza, attraverso le quali si pone la lotta per i diritti delle donne come conquista e non sopraffazione. Non c’è odio verso gli uomini, ma solo la ricerca di una pari dignità e di opportunità bilanciate.

Quella dell’autrice non è una voce sguaiata in un testa a testa a chi vale di più, ma una lucida prospettiva sulla condizione della donna, nel passato e nel presente, che punta il faro sui grandi passi avanti compiuto e anche su quanto ci sia ancora da lavorare per raggiungere una pari dignità sociale, familiare e professionale.

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