Gli amministratori non esecutivi sono tenuti a svolgere un’attività di supervisione rigorosa, approvando e controllando l’attuazione degli obiettivi strategici della banca, mettendo in discussione le decisioni del management, supervisionando i controlli interni e comprendendo l’attività e il profilo di rischio della banca. Senza un impegno di tempo adeguato, la loro efficacia risulta compromessa.
Al fine di salvaguardare standard di governance elevati, il tempo dedicato dagli amministratori non esecutivi alle loro funzioni rimane un elemento centrale delle valutazioni di idoneità.
In questo contesto, l’impegno in termini di tempo è soggetto a una valutazione caso per caso di ciascuna candidatura, tenendo conto del principio di proporzionalità. Nelle valutazioni di idoneità, la Vigilanza tiene sempre conto di tutti i fattori rilevanti, quali le dimensioni dell’ente, la natura, la portata e la complessità delle sue attività, la natura della posizione specifica e le responsabilità dell’amministratore non esecutivo.
La BCE ha pubblicato un aggiornamento del suo Report di benchmarking sul tempo che gli amministratori non esecutivi dedicano alle loro funzioni presso le banche soggette alla propria vigilanza diretta.
Rispetto al rapporto del 2019, gli amministratori non esecutivi (compresi quelli che ricoprono cariche di presidenza) dedicano ora più tempo a questi ruoli, anche grazie a controlli di idoneità più rigorosi.
Il benchmarking della BCE fornisce alle banche informazioni utili. Le aiuta a verificare se i membri del consiglio di amministrazione dedicano tempo sufficiente ai loro ruoli. Contribuisce inoltre a identificare gli amministratori non esecutivi con troppi ruoli che potrebbero essere sovraccarichi di lavoro, il che può ostacolare una governance efficace.