Rivista di Diritto del Risparmio
APPROFONDIMENTI
Tutela del risparmio nel contesto dei servizi di Buy Now Pay Later (BNPL)[*]
A cura del Dott. Pietro MIRTO[**]
SOMMARIO: 1. Introduzione – 2. Mancanza di consapevolezza circa la natura creditizia del BNPL – 3. La Direttiva UE 2023/2225 analisi critica e approfondita – 4. Profili contrattuali alla luce della Direttiva UE 2023/2225 – 5. Ruolo di EBA ed ESMA nella vigilanza e nella regolazione del mercato BNPL – 6. Vigilanza nazionale / Italia: quadro attuale e prospettive di recepimento del CCD II – 7. Criticità residue e questioni aperte nella regolazione del BNPL: un’analisi multidimensionale – 8. Conclusioni e Proposte per rafforzare la tutela del Risparmio nel contesto BNPL
1. Introduzione.
Nel triennio 2020–2023, l’utilizzo dei servizi Buy Now Pay Later (BNPL) è aumentato di oltre il 300% tra i consumatori europei under 30, divenendo una delle forme di pagamento digitale più diffuse nel settore dell’e‑commerce. Il dato, oltre a segnalare un mutamento strutturale nelle abitudini di consumo, impone una riflessione critica sulle implicazioni giuridiche e sistemiche del fenomeno, con particolare riferimento alla tutela del risparmio e ai profili di regolazione e vigilanza. Il BNPL, nella sua configurazione più tipica, consente al consumatore di acquistare immediatamente beni o servizi, posticipando il pagamento – in un’unica soluzione o in più rate – mediante una procedura snella, integrata direttamente nella fase di checkout. Le operazioni, in apparenza prive di oneri finanziari (assenza di interessi e commissioni), vengono spesso percepite come semplici strumenti di pagamento, piuttosto che come vere e proprie forme di credito al consumo. Proprio tale percezione, favorita da un’interfaccia digitale user‑friendly e da una comunicazione commerciale orientata alla “frizione zero”, è all’origine di significative criticità in termini di protezione del consumatore. La facilità di accesso, unita alla mancanza di consapevolezza circa la natura creditizia del servizio, può generare effetti distorsivi: dal rischio di sovraindebitamento “silente”, alla scarsa trasparenza sulle condizioni applicate in caso di inadempimento, sino all’assenza di un’adeguata valutazione della solvibilità del cliente. In ambito europeo, la Direttiva 2008/48/CE ha lasciato ampi margini di esclusione per i crediti di modesta entità o privi di interessi, determinando una zona grigia regolatoria in cui molti operatori BNPL si sono inseriti. Solo con l’adozione della Direttiva (UE) 2023/2225, il legislatore ha inteso ricondurre tali prodotti sotto il perimetro normativo, estendendo obblighi di trasparenza, valutazione del merito creditizio e vigilanza anche ai prestatori non bancari. Tuttavia, l’adeguatezza del nuovo impianto regolatorio resta oggetto di confronto, specie in relazione all’effettività dei presidi posti a tutela del risparmio individuale.
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[*] Contributo approvato dai referee.
[**] Dottore in Servizi Giuridici per le Imprese.