Un’infanzia difficile, segnata prima dalla dipartita, prematura, della madre, poi, dalla seconda vita familiare del padre, infine dalla ingombrante, irriducibile incomprensione dei motivi per i quali dover considerare propri nemici molti di coloro che, fino al giorno prima, erano stati compagni di banco e di scuola. E’ il prezzo del settarismo dilagante di quegli anni della storia italiana, che squarcia il velo di maya, appalesando la vera realtà delle cose, ma meno di quanto, qualche tempo dopo, fu l’incontro, nella stazione di Campo di Marte, con un vagone bestiame diretto in un campo di concentramento.