I futures (Mib30) fanno parte delle operazioni delegate sul deposito titoli.



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Nota a Cass. Civ., Sez. I, 10 dicembre 2020, n. 28188.

di Donato Giovenzana

 

L’iter giudiziario.

Il Tribunale di Napoli ha rigettato la domanda attorea con la quale era stato chiesto l’accertamento dell’inefficacia di tutte le operazioni d’investimento effettuate con futures Mib30 e delle altre operazioni di borsa, effettuate dal padre dell’istante, quale delegato, e la condanna della Banca alla restituzione della somma di euro 823.434.238 oltre interessi e risarcimento dei danni ulteriori.

Al riguardo, l’attore espose che le deleghe rilasciate a suo padre non riguardavano l’operatività in strumenti finanziari, e di aver invece autorizzato le altre operazioni di borsa, lamentando al riguardo che la banca convenuta aveva commesso gravi violazioni, eseguendo ordini di vendita allo scoperto in violazione delle disposizioni emesse dalla Consob (mancando le adeguate coperture finanziarie).

La Corte d’appello  ha respinto l’appello, osservando che:

  • il Tribunale aveva correttamente e ponderatamente valutato la natura giuridica ed economica del contratto futures sul Mib 30, quale operazione estremamente rischiosa e, sulla scorta dell’esame del contenuto delle due deleghe conferite, aveva ritenuto che le operazioni compiute fossero ricomprese tra i poteri delegati dall’attore al padre;

  • le due deleghe avevano un contenuto estremamente ampio e, in particolare, la delega a compiere operazioni sul deposito-titoli, unitamente alla delega a compiere operazioni sul conto corrente, erano idonee a ricomprendere tra i detti poteri anche quello di effettuare operazioni ad alto rischio; infatti, la delega del 2.8.95 non conteneva, come sosteneva l’appellante, il conferimento al padre dell’attore dei soli poteri di deposito, ritiro e vendita dei titoli, bensì quello più ampio di effettuare operazioni relative ad ogni tipologia di titoli, mentre la successiva delega conferiva il potere di compiere ogni operazione sul conto corrente;

  • le due deleghe in questione, per quanto esposto, contenevano una sorta di delega in bianco rilasciata dall’appellante a favore del padre avente ad oggetto un potere generale di agire in rappresentanza del delegante per il compimento di qualsiasi atto negoziale riferibile a titoli e al conto corrente;

  • il contratto concluso il 30.9.97 conferiva l’incarico alla banca di stipulare in nome e per conto del mandante contratti futures sull’indice Mib 30, conformemente agli ordini impartiti, riguardanti anche le attività future, sebbene le predette deleghe fossero anteriori;

  • la banca non aveva violato le norme in tema di margini di garanzia, eseguendo ordini allo scoperto, in quanto l’appellante non aveva mai contestato di non aver ricevuto la documentazione relativa alla rendicontazione giornaliera delle operazioni effettuate e al superamento dei margini.


Il giudizio in Cassazione.

Il ricorrente si è lamentato che la Corte territoriale, concentrando la propria motivazione sulla “rischiosità” dell’operazione in futures, abbia del tutto omesso di esaminare la censura effettivamente articolata con l’atto di appello, consistente, appunto, nel rilievo che i futures, non essendo titoli, non erano ricompresi nella delega.

Nella specie, l’argomentazione che, secondo il ricorrente, sarebbe stata svolta nella discussione orale, era intesa ad evidenziare la natura dei futures e la conseguente impossibilità di definirli “titoli” come invece ritenuto dalla Corte d’appello.

Per la Suprema Corte, che ha respinto il ricorso, tale argomentazione è, però, troppo generica – e dunque insufficiente a giustificare la pretesa di nullità della sentenza impugnata – in quanto lo stesso ricorrente non precisa cosa egli intenda esattamente per “titoli” o cosa si intendesse per “titoli” nella delega di cui trattasi, e per quale ragione, conseguentemente, i futures non debbano essere ricompresi in tale categoria. Il motivo è infondato, in quanto il giudice di secondo grado ha preso in considerazione la censura ed ha concluso, tuttavia, per la sua infondatezza avendo ritenuto che anche i futures rientrassero tra le operazioni di deposito-titoli consentite al rappresentante del ricorrente dalla delega in questione.

 

 

Qui la pronuncia.

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