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«L’ossessione. »

La scoperta di un omicidio efferato mette in luce lo squallore di un mondo dorato costruito sul liquame.

Una giovane, ingenua, leggera e sognatrice, viene ritrovata martirizzata e deturpata in modo così feroce da riuscire a sconvolgere la vita di due poliziotti, cambiandone le sorti per sempre. Fuoco e Ghiaccio.

La Dalia Nera è un meraviglioso noir che appassiona e coinvolge, a volte disgusta, ma non tanto e non solo per le scene drammatiche descritte quanto per la consapevolezza che c’è molta verità dietro il romanzo che si basa su un triste e noto caso irrisolto.
Ambientato negli anni Quaranta del Novecento, a Los Angeles, in un contesto storico in cui la morale appartiene solo alle copertine e la realtà è disgraziata e logorante, il romanzo si sofferma sulle debolezze e sulla fragilità dell’essere umano che scende a compromessi drastici pur di arraffare un po’ di fortuna.

La trama è complessa e sebbene ruoti esclusivamente attorno all’omicidio efferato della giovane Short, riesce a ramificarsi in molteplici sfaccettature della società in cui i personaggi si muovono.

La corruzione, il malaffare e il potere smisurato degli affaristi senza scrupolo sono i pilastri sui quali un’intera società è stata costruita e ora pretende che tutti si adeguino affinché nulla cambi.

Un testo fluido e accattivante, pur nella sua perfetta e minuziosa opera descrittiva, che fidelizza il lettore e lo accompagna verso la fine. Il finale, forse, ripaga un po’ tutti, ma rimarca quanto sia impossibile tornare indietro dall’inferno dopo esserci caduti dentro.
Dal libro è stato tratto un film, molto bello nel suo genere ma estremamente riduttivo rispetto al romanzo.

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