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Rivista di Diritto del Risparmio

APPROFONDIMENTI

L’USURA BANCARIA E LA RESPONSABILITA’ DEGLI ORGANI “DI VERTICE”.

Per il Tribunale di Cagliari l’usura c’è e «sull’organo apicale grava uno specifico dovere di controllo», ma in assenza di dolo generico il fatto non costituisce reato[*]

Nota a Tribunale di Cagliari, Sez. I Penale, 22 gennaio 2024, n. 3235 (segnalazione a cura degli Avvocati Francesco Roli, Marcello Colamatteo e Roberto Pusceddu)

 

A cura dell’Avv. Veronica Valeria LOI[**]

 

Con la sentenza n. 3235/2023 del 25.10.2023, depositata il 22.01.2024, la Prima Sezione Penale del Tribunale di Cagliari ha affrontato alcuni vecchi, ma sempre attuali, problemi interpretativi legati al reato di usura bancaria, ovvero: l’applicabilità della L. n. 108/1996 alle clausole relative agli interessi moratori e, se e quando l’organo apicale di un Istituto di credito risponde del reato di usura bancaria.

Il fatto.

Il Collegio isolano, infatti, è stato chiamato a decidere in merito ad un’ipotesi di usura bancaria che ha visto salire sul banco degli imputati l’ex Presidente del Consiglio di Amministrazione di uno dei più importanti Istituti di Credito italiani.

Secondo l’accusa, l’imputato, nella sua qualità, all’epoca dei fatti, di Presidente del Consiglio di Amministrazione della Banca mutuante, “si faceva promettere dal rappresentante legale” di un’importante società imprenditoriale sarda, in relazione a dei mutui stipulati tra il 1997, 1998, e 2000, “interessi di mora nella misura del 9,89%, superiori al tasso soglia all’epoca vigente, determinato nella misura dell’8,01%. Con l’aggravante di cui al IV comma, n. 4, del summenzionato articolo poiché commesso nell’ambito di attività bancaria.

Il processo si è svolto in assenza dell’imputato, con la costituzione di parte civile della società mutuataria, in persona del presidente del consiglio di amministrazione, e dei due soci, ed è stato istruito con prova testimoniale, consulenze tecniche, redatte sia dal consulente del Pubblico Ministero e sia dal perito della difesa, e produzioni documentali.

Ebbene, all’esito dell’istruttoria dibattimentale, il Tribunale, in composizione collegiale, nonostante abbia reputato che dal punto di vista dell’elemento oggettivo della condotta, possono dirsi configurabili i delitti di usura” a carico dell’ex Presidente del Consiglio di Amministrazione della Banca mutuante, tuttavia, dal punto di vista dell’elemento soggettivo, pur affermando che gravi sull’organo apicale uno specifico dovere di controllo, ha ritenuto che l’imputato  ha “agito in assenza di dolo generico”, assolvendolo dai reati di usura a lui ascritti “perché il fatto non costituisce reato”.

 

 

 

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[*] Contributo approvato dai referee.

[**] Avvocata, advisor e legale nelle procedure di sovraindebitamento e di gestione della crisi d’impresa.

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