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Nota a ABF, Collegio di Bologna, 31 ottobre 2023, n. 10450.

Interessante la recentissima pronuncia del Collegio ABF di Bologna del 31 ottobre 2023 che ha chiarito diversi punti oscuri relativi al diritto di accesso in caso di multiproprietà.

Partiamo dal fatto: i ricorrenti, titolari di una multiproprietà, in seguito al diniego dell’amministratore alla richiesta di consegna dei documenti bancari (copia di tutti gli estratti del conto corrente e degli estratti conto dei POS) si rivolgevano all’ABF in quanto l’intermediario non provvedeva alla consegna ponendo alla base del rifiuto l’opposizione dell’amministratore. La motivazione proposta dall’amministratore opponente, veniva ravvisata nel fatto che le norme del Codice civile in materia condominiale (tra cui l’art. 1129 citato dai ricorrenti) non sarebbero suscettibili di applicazione analogica alla multiproprietà, definita dall’art. 69 del Codice del consumo “un contratto di durata superiore a un anno tramite il quale un consumatore acquisisce a titolo oneroso il diritto di godimento su uno o più alloggi per il pernottamento per più di un periodo di occupazione”. I ricorrenti, invece, facendo riferimento alla sentenza Cass. Civ. n. 1625/2007 ritenevano che la destinazione dell’immobile non sarebbe motivo per escludere l’applicazione di norme dettate per il condominio.

L’intermediario, preliminarmente, eccepiva anche l’incompetenza per materia dell’ABF ritenendo oggetto della richiesta l’opposizione dell’amministratore.

Il Collegio, in primo luogo, si pronunciava sull’eccezione preliminare ritenendo che l’intermediario erroneamente non qualificava l’oggetto della domanda come accesso ai sensi dell’art. 119 TUB.

Sciolta l’eccezione preliminare il Collegio passava all’esame del merito. Il punto di partenza (ma non sufficiente a dirimere la questione) era il seguente: sul punto, l’orientamento dei Collegi ABF è conforme nel ritenere che, sulla base del combinato disposto degli artt. 1129, comma 7, Codice civile e 119, comma 4, TUB il diritto del singolo condomino alla consegna copia della documentazione bancaria sia esercitabile, non solo per il tramite dell’amministratore, ma anche in via diretta all’intermediario bancario, previa richiesta di accesso rivolta all’amministratore, rimasta priva di esito1.

Premesso ciò il Collegio si trovava a dover sciogliere il nodo relativo all’applicabilità di tali norme alla multiproprietà. L’ABF partiva facendo riferimento all’art. 1117, Codice civile che, relativamente alle parti comuni dell’edificio, così statuisce: “sono oggetto di proprietà comune dei proprietari delle singole unità immobiliari dell’edificio, anche se aventi diritto a godimento periodico e se non risulta il contrario dal titolo: […]. Il riferimento che la predetta disposizione fa
alla periodicità del godimento, secondo l’ABF, autorizza a ritenere che la disciplina del condominio sia applicabile anche agli edifici con presenza di unità immobiliari in multiproprietà. Infatti, sempre secondo il Collegio, ciascun immobile in multiproprietà rappresenta una comunione tra più proprietari, i quali, a loro volta, insieme ai comproprietari degli altri immobili, sono contitolari delle parti comuni di pertinenza dei diversi appartamenti, pertanto, la partecipazione di ciascun comproprietario al godimento dell’unità immobiliare in multiproprietà è riconducibile alla comunione e, limitatamente alle parti servizi in comune a tutti i multiproprietari, al condominio, in riferimento alla quota di pertinenza di ciascun comproprietario (cfr., Cass. n. 6352/2010). È chiaro, quindi, che in base a tale ricostruzione, il comma 7 dell’art. 1129, Codice civile trova applicazione al caso di specie. In applicazione, quindi, si è sancito il diritto dei multiproprietari ad accedere alla documentazione bancaria per cui hanno fatto richiesta con specifico limite del periodo degli ultimi dieci anni a ritroso dalla richiesta2.

 

 

 

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[1] Ex multis, ABF, Collegio di Roma, decisione n. 7960/16; ABF, Collegio di Milano, decisione n. 3914/18.
[2] Principio di diritto enunciato dal Collegio di coordinamento con decisione n. 6887/2022.

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