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Nota a Trib. Monza, Sez. III, 22 gennaio 2024.

Occorre rilevare che, alla luce di quanto disposto dall’art. 2, comma 3, lett. c), l. n. 130/1999, la riscossione di cui sono titolari le società veicolo deve essere affidata ai «soggetti incaricati della riscossione dei crediti ceduti e dei servizi di cassa e di pagamento» (c.d. servicer). Il sesto comma della medesima disposizione prevede che «i servizi indicati nel comma 3, lettera c), possono essere svolti da banche o da intermediari finanziari iscritti nell’albo previsto dall’art. 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385. Gli altri soggetti che intendono prestare i servizi indicati nel comma 3, lettera c), chiedono l’iscrizione nell’albo previsto dall’articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, anche qualora non esercitino le attività elencate nel comma 1 del medesimo articolo purché possiedano i relativi requisiti.».

La circolare di Banca d’Italia n. 288 del 3 aprile 2015 ha ulteriormente precisato che «per lo svolgimento delle attività di riscossione dei crediti ceduti e dei servizi di cassa e pagamento di cui all’art. 2, comma 3, lett. c) della legge n. 130/1999 e degli altri compiti affidati in base al contratto o al prospetto informativo, i servicer possono avvalersi di soggetti terzi nel rispetto della disciplina generale in materia di esternalizzazione di cui alla Sez. V. Non può essere delegato a terzi il controllo sul corretto espletamento delle operazioni di cui all’art. 2, comma 6-bis della legge n. 130/1999, mentre è consenta l’esternalizzazione di specifiche attività operative nell’ambito dei citati compiti di controllo, in particolare se finalizzata alla prevenzione di possibili conflitti di interesse. In caso di esternalizzazione di attività connesse con la riscossione dei crediti ceduti e con i servizi di cassa e pagamento, si richiama in particolare la necessità che il contratto di esternalizzazione preveda espressamente che il servicer sia abilitato ad effettuare periodiche verifiche sui soggetti incaricati volte a riscontrare l’accuratezza delle loro segnalazioni, a individuare eventuali carenze operative o frodi e ad accertare la qualità ed efficacia delle procedure di incasso. I risultati di tali verifiche sono documentati.». Alla luce di quanto esposto, può affermarsi che: a) le società veicolo devono essere unicamente iscritte all’elenco istituito dall’art. 4 del summenzionato provvedimento di Banca d’Italia; b) la riscossione dei crediti di cui sono titolari le società veicolo deve essere affidata a un servicer iscritto nell’albo degli intermediari finanziari di cui all’art. 106 TUB; c) il servicer può delegare la concreta attività di riscossione a un c.d. subservicer, anche non iscritto all’albo, che opera sotto la sua propria responsabilità.

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L’art. 2, comma 6, l. n. 130/1999 è norma imperativa, in quanto stabilisce che il contratto con cui la società veicolo conferisce l’incarico per la riscossione dei crediti non può essere stipulato con qualunque soggetto giuridico, bensì soltanto con soggetti dotati di una particolare qualifica, segnatamente rappresentata dall’essere iscritti nell’albo degli intermediari finanziari. La riscossione dei crediti di cui sono titolari le società veicolo configura, pertanto, un’attività “riservata” ai soli soggetti iscritti all’albo di cui all’art. 106 TUB (salva la rassegnata facoltà di delega)[1].

Nella vicenda in esame, deve affermarsi che la modalità più efficace per evitare che l’attività di riscossione dei crediti venga affidata a soggetti non iscritti all’albo non possa che essere la previsione della nullità degli atti mediante i quali viene affidato l’incarico. Ciò posto, deve affermarsi che l’atto con cui la società veicolo conferisce la procura per la riscossione dei propri crediti ad una società non iscritta all’albo di cui all’art. 106 TUB è nullo per violazione di norma imperativa ai sensi dell’art. 1418, comma 1, c.c.; a conclusioni non dissimili, deve pervenirsi anche con riferimento all’eventuale contratto di mandato, intercorrente tra i medesimi soggetti. La nullità di tali atti comporta che la società non iscritta all’albo risulta priva del potere di rappresentanza sostanziale della società veicolo e non può, pertanto, riscuotere i crediti in nome e per conto di quest’ultima. Ciò si riverbera anche sul potere di rappresentanza processuale della società incaricata.

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Da ultimo, occorre precisare che non assume alcun rilievo la circostanza che la società incaricata della riscossione sia dotata dell’autorizzazione di cui all’art. 115 tulps, posto che tale autorizzazione concerne unicamente l’attività stragiudiziale.  

 

 

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[1] La ratio di tale delimitazione deve essere rinvenuta nell’esigenza pubblicistica di tutela dei soggetti che hanno acquistato i titoli emessi dalla società veicolo (soprattutto quanto alla sussistenza dei requisiti di professionalità).

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