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Nota a ABF, Collegio di Roma, 14 giugno 2023, n. 6079.

di Paolo Cattaruzza Dorigo

Funzionario amministrativo

L’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) – Collegio di Roma si è pronunciato recentemente anche in tema di legittimità di deleghe rilasciate in forma irrituale per operare su un rapporto di conto corrente bancario.

Il caso verte – in particolare – sulla contestazione da parte delle ricorrenti, eredi testamentarie, nei confronti dell’istituto di credito per aver dato luogo a delle operazioni bancarie, nello specifico dei prelievi di denaro contante posti in essere dalla moglie da un conto corrente bancario del de cuius ricoverato presso una struttura sanitaria, in forza di deleghe operazione per operazione. Le ricorrenti contestano altresì un prelievo avvenuto post mortem.

Riguardo alla questione di preminente importanza ovvero relativa alle c.d. deleghe irrituali, il Collegio ha ritenuto che tale modalità di conferimento sia del tutto legittima, poiché il de cuius aveva espressamente concordato con l’istituto di credito questa modalità di rilascio di delega “operazione per operazione” ovvero senza il deposito di una stabile firma di delega sul c.d. “specimen”. Inoltre, nel caso di specie, i dati del delegante e del delegato erano tutti comunicati e noti all’istituto bancario, posto che erano ricavabili da copia dei documenti e non vi era alcuna incertezza su quale rapporto di conto corrente dover operare.

La decisione si inserisce nel solco della giurisprudenza dell’ABF secondo la quale l’istituto di credito non è obbligato a verificare – per conto del cliente delegante – “il concreto utilizzo di un rapporto di conto corrente da parte del soggetto titolato a disporne in forza di delega” (cfr. anche Coll. ABF Milano decisione n. 2282/2013).

Pertanto, risultando la firma del delegante conforme a quella apposta sullo specimen e – alla luce delle circostanze concrete – non sussistendo alcun dubbio sulla genuinità della delega, essa è da considerarsi validamente conferita.

Per quanto riguarda, invece, le operazioni poste in essere post mortem, è necessario rappresentare come il delegato era divenuto medio tempore amministratore di sostegno del delegante, fatto questo comunicato alla banca, mentre, successivamente, il decesso del delegante non era stato comunicato alla banca. Anche sotto tale profilo, non sussiste alcuna responsabilità dell’istituto di credito, in quanto lo stesso non era a conoscenza del decesso del delegante. Sul punto l’orientamento dell’ABF è consolidato (cfr. Coll. ABF Roma, decisioni n- 12174/2020 e 18244/2021).

Il Collegio ha respinto il ricorso.

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