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di Elisabetta Tarantino

Consulente legale d'impresa

In data 18 gennaio 2024 l’EBA ha posto in consultazione una bozza di Orientamenti in materia di gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance (Environmental Social Governance – ESG) da parte degli enti creditizi e delle imprese di investimento.

I rischi ESG, in particolare i rischi ambientali – sia fisici che di transizione – pongono sfide alla sicurezza e alla solidità degli enti e possono influire sulle categorie tradizionali di rischi finanziari a cui sono esposti gli enti. Per garantire la resilienza del modello di business e del profilo di rischio degli enti nel breve, medio e lungo termine, gli Orientamenti stabiliscono standard e metodologie per l’identificazione, la misurazione, la gestione e il monitoraggio dei rischi ESG.

Gli enti sono, pertanto, tenuti a integrare i rischi ESG nei loro processi – compresi il risk appetite framework, i controlli interni e l’ICAAP considerando il loro potenziale impatto sui tradizionali rischi finanziari, tra cui i rischi di credito, di mercato, operativi, di reputazione, di liquidità, di modello di business e di concentrazione.

Il monitoraggio dei rischi ESG dovrebbe avvenire attraverso efficaci sistemi di rendicontazione interna e l’applicazione di una serie di metriche e di indicatori di rischio ESG retrospettivi e prospettici.

Inoltre, nell’ambito degli Orientamenti in oggetto, vengono definiti i principi per lo sviluppo e l’elaborazione dei piani di gestione dei rischi ESG previsti nel testo della proposta di Direttiva che modifica la Direttiva 2013/36/UE (Capital Requirements Directive – CRD), attualmente al vaglio del legislatore europeo.

Il termine ultimo per l’invio di commenti e osservazioni è fissato al 18 aprile 2024.

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