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Nota a Cass. Civ., Sez. I, 4 ottobre 2023, n. 28037.

La Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione con ordinanza del 4.10.2023 emessa nell’ambito di una controversia avente ad oggetto un contratto di leasing traslativo risolto nel 2012 (i.e. non soggetto all’applicazione della Legge n.124/2017) e prima della dichiarazione di fallimento della debitrice, quindi con applicazione non dell’art. 72 quater L.F. ma dell’art. 1526 c.c., affronta il caso della riduzione della clausola penale e dei criteri cui il giudice deve attenersi allorquando venga da questo diminuita equamente ai sensi dell’art. 1384 c.c.

La Corte afferma i seguenti principi:
«– la penale contrattuale, anche rispetto al leasing traslativo, non può mai esser ridotta a zero per la sostanziale inesistenza di un pregiudizio al quale parametrarla, perché la pattuizione della penale prescinde dal danno e dalla sua prova;
– ai fini dell’art. 1384 cod. civ. vale invece quale criterio fondamentale per valutare l’eccessività della penale il dato -di natura oggettiva- dello squilibrio tra le posizioni delle parti con riferimento alla valutazione dell’interesse del creditore all’adempimento alla data di stipulazione del contratto (v. Cass. Sez. 2 n. 7180-12, Cass. Sez. 6-1 n. 17731-15);
– tuttavia il riferimento all’interesse del creditore, avendo la funzione di indicare lo strumento per mezzo del quale giungere a stabilire se la penale sia, o meno, manifestamente eccessiva, presuppone una motivata valutazione della situazione esistente al momento della sua applicazione, perché l’ammontare, che pur potrebbe esser eccessivo rispetto al momento della stipulazione, potrebbe non esserlo più rispetto a quello di applicazione, cosa che varrebbe semplicemente a testimoniare l’esistenza di un irrilevante errore di previsione del contratto, ma non l’iniquità della clausola in rapporto alla sua funzione».

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