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Nota a ACF, 22 novembre 2023, n. 7004.

di Sara Rescigno

Tirocinante ACF

La controversia in esame affronta il delicato tema del non corretto adempimento degli obblighi informativi da parte dell’intermediario in fase di distribuzione di prodotti assicurativi.

Più nel dettaglio, la Ricorrente, in relazione alla sottoscrizione di due prodotti di investimento assicurativi, di cui una polizza multiramo, ha lamentato, da un lato, la mancata sottoscrizione delle polizze, dall’altro, il mancato rilascio di informazioni sulle caratteristiche dei prodotti medesimi, sui costi delle operazioni di investimento e sul valore delle polizze alla loro scadenza naturale.

In ragione delle suindicate doglianze, la Ricorrente ha chiesto all’Arbitro di dichiarare la nullità o annullabilità delle polizze e di condannare l’Intermediario alla restituzione delle somme investite, nonché al risarcimento di tutti i danni subìti.

Nell’accogliere il ricorso in oggetto, l’Arbitro ha rappresentato quanto segue.

Sebbene la documentazione versata in atti dall’Intermediario fosse sufficiente a dimostrare l’assolvimento degli obblighi di condotta, l’Arbitro ha riscontrato una complessiva non idoneità della medesima a dimostrare il puntuale rispetto della specifica disciplina di settore.

Ciò premesso, in relazione alla prima polizza, l’Arbitro ha riscontrato innanzitutto la presenza della sola dichiarazione di Parte Ricorrente di aver ricevuto il documento contenente le informazioni chiave per gli investitori (cd. ‘‘KID’’).

Orbene, benché il Collegio abbia specificato in diverse occasioni che, anche in ordine alla distribuzione di un prodotto finanziario assicurativo, la sottoscrizione da parte del cliente della dichiarazione di avvenuta consegna del KID è sufficiente a far ritenere correttamente assolti gli obblighi informativi a carico dell’Intermediario distributore[1], una dichiarazione così generica non può dirsi bastevole in presenza di prodotti che offrono al sottoscrittore diverse opzioni di investimento (come nel caso di polizze multiramo)[2].

La polizza in questione può essere ricompresa nei PRIIPs, che sono prodotti finanziari il cui valore è soggetto a fluttuazioni a causa dell’esposizione a variabili di riferimento o al rendimento di una o più attività sottostanti.

In particolare, tale polizza offre una serie di opzioni di investimento sottostanti, consentendo il simultaneo investimento di parte del premio in una gestione separata, tipica delle polizze di ramo I, e della restante parte del premio in fondi interni o esterni, tipico delle polizze di ramo III.

In relazione a tale tipologia di prodotti, infatti, l’art. 133, comma 3, Regolamento n. 20307 del 15 febbraio 2018 (cd. ‘‘Regolamento Intermediari’’) specifica che ‘‘in caso di prodotti che prevedono più opzioni di investimento, il soggetto abilitato alla distribuzione assicurativa deve fornire le informazioni con riferimento alle specifiche opzioni di investimento’’.

Nel caso di specie, nonostante l’evidente natura di prodotto multi-opzione, l’Intermediario non ha effettivamente dimostrato di aver consegnato il KID alla Ricorrente, né tantomeno di aver informato la medesima sulle opzioni di investimento prescelte o su quelle di suo interesse, violando così la normativa di settore. 

In merito alla seconda polizza, invece, oltre alla mancata effettiva consegna del KID, l’Arbitro ha anche constatato l’assenza della clausola di presa visione del documento medesimo, in aperto contrasto con l’articolo 13 del Regolamento UE 1286/2014 (cd. Regolamento PRIIPs) che impone che ‘‘una persona che offre consulenza su un PRIIP o vende tale prodotto fornisce agli investitori al dettaglio il documento contenente le informazioni chiave in tempo utile prima che tali investitori al dettaglio siano vincolati da qualsiasi contratto o offerta relativa al PRIIP’’.

Per entrambi i prodotti, inoltre, non risulta versato in atti il DIP aggiuntivo, vale a dire il documento informativo precontrattuale, né l’Intermediario/distributore ha dato conto dell’esistenza di tale documento in altro modo, violando, anche sotto tale profilo, l’art. 133, comma 3, del citato Regolamento Intermediari.

In conclusione, il deficit informativo nella distribuzione dei prodotti di investimento assicurativi non ha permesso al Collegio di effettuare una piena valutazione in ordine alla congruità delle informazioni e delle caratteristiche delle polizze, anche in relazione alla verifica dell’adeguatezza o meno dei prodotti rispetto alle caratteristiche della Ricorrente.

 

  

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[1] Cfr., Decisione ACF, n. 6877, del 04.10.2023.

[2] Cfr., Decisione ACF, n. 5771, del 22.08.2022.

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