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Nota a Cass. Civ., Sez. II, 15 settembre 2023, n. 26646.

Massima redazionale

Nel caso di specie, ad avviso del ricorrente è “assolutamente illogico e contraddittorio” affermare che la “disciplina dell’art. 1933 c.c. sarebbe applicabile solo nel caso in cui il giocatore giocasse e perdesse direttamente col Casinò”, mentre nel caso di perdita in giochi che si svolgono direttamente tra i giocatori “verrebbe meno per ciò solo il collegamento funzionale tra il gioco e il negozio (mutuo o vendita a credito di fiches) avente ad oggetto la cessione di fiches”. L’impugnata decisione della Corte territoriale, che ha ritenuto l’inapplicabilità del disposto dell’art. 1933 c.c., per il quale “non compete azione per il pagamento di un debito di giuoco o di scommessa”, lungi dall’essere illogica e contraddittoria è coerente con i principi dettati dalla giurisprudenza di legittimità.

Invero, secondo l’orientamento consolidato, “il richiamo alla teoria del c.d. collegamento negoziale non è pertinente a giustificare la applicazione dell’art. 1933 c.c. e a ricondurre anche il mutuo alla causa di gioco, atteso che la connessione funzionale può ravvisarsi solo tra atti negoziali idonei a produrre effetti giuridici, mentre il risultato del gioco non fa sorgere alcuna obbligazione giuridica (salvo l’effetto legale della soluti retentio)”; affinché il prestito di denaro (o di fiches) possa essere ricondotto alla posta di gioco, “occorre piuttosto che il mutuante venga in antagonismo con il mutuatario, o comunque, unitamente a quello in quanto, pur non effettuando direttamente la giocata, sia in qualche modo anch’egli effettivo destinatario del risultato del giuoco (abbia scelto cioè di correre l’alea tipica del giuoco di azzardo)[1].

Laddove il mutuante non assuma anche il rischio del risultato del gioco, il nesso relazionale tra la prestazione di quanto dato a mutuo e l’impiego della stessa “per partecipare al giuoco si esaurisce sul piano meramente teleologico, permanendo il mutuo quale autonomo negozio giuridico dotato di propria causa, relazione che può evidenziare finanche un diretto interesse del mutuante ad incentivare il mutuatario alla partecipazione al giuoco d’azzardo, ma che “per ciò solo non determina alcuna anche del mutuante al rapporto di giuoco”, “essendo irrilevante a tal fine la mera consapevolezza della destinazione finale delle somme prestate[2].

 

 

 

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[1] Così Cass. n. 17686/2019; Cass. n. 14375/2019.

[2] V. Cass. n. 17686/2019.

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