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Nota a Trib. Castrovillari, 7 luglio 2023, n. 994.

di Antonio Zurlo

Studio Legale Greco Gigante & Partners

Fossimo nel celebre quiz condotto da Mike Bongiorno, nella seconda metà degli anni 50, il giudice castrovillarese avrebbe certamente raddoppiato. Invero, dopo un primo pronunciamento del marzo scorso[1], il Tribunale calabrese ha riaffermato, nella recentissima sentenza in oggetto, il superamento della c.d. “Lexitor” da parte della c.d. “Unicredit Austria Bank”, ovverosia della pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che pare aver sancito una inversione nella disciplina della rimborsabilità (integrale) delle commissioni, in caso di estinzione anticipata del finanziamento.

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L’iter argomentativo rappresentato nella pronuncia qui annotata è abbastanza lineare. In epoca antecedente alla sentenza Lexitor, l’art. 125sexies TUB è stato interpretato dalla giurisprudenza maggioritaria nel senso della possibilità di ridurre, in caso di estinzione anticipata del finanziamento, esclusivamente dei costi cc.dd. recurring, e non anche di quelli cc.dd up front[2]. Per converso, in epoca successiva, ha prevalso un orientamento conforme ai dettami della pronuncia del giudice unionale, con l’apertura a una rimborsabilità integrale (al netto degli interventi normativi “frammentari” e incostituzionali).

Il “coup de theatre” è stato rappresentato dalla sopravvenuta sentenza della CGUE, 9 febbraio 2023, C-555/21, che, pur esprimendosi in tema di credito destinato all’acquisto di immobili residenziali (e, quindi, assumendo quale parametro di riferimento la Direttiva 2014/17/UE), ha evidenziato (suo malgrado) le incongruenze sottese alla teorica del rimborso integrale delle commissioni.

Multa paucis: la Corte unionale ha affermato che, in caso di estinzione anticipata di un finanziamento, il consumatore abbia diritto alla riduzione soltanto dei costi recurring e non anche di quelli up front, senza soluzione di continuità con quanto sostenuto dalla giurisprudenza di merito italiana ante Lexitor. È premura del giudice castrovillarese rilevare come la sentenza “Unicredit Austria Bank” abbia avuto a oggetto l’interpretazione di una Direttiva differente rispetto alla 2008/48/CE; pur tuttavia, «l’articolo 25, paragrafo 1, della direttiva 2014/17 è formulato in termini quasi identici a quelli dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 2008/48», escludendo ogni possibilità di invocare un trattamento differenziato, con unico discrimen rinvenibile nell’applicabilità dell’una o dell’altra fonte normativa unionale.

Ciò posto, è opportuno optare per la reviviscenza dell’orientamento giurisprudenziale di merito prevalente in epoca ante Lexitor e riconoscere, consequenzialmente, al consumatore una riduzione soltanto dei costi recurring (e non anche degli up front, in quanto asseritamente attinenti a prestazioni poste in essere preliminarmente alla concessione del credito, integralmente esaurite al momento dell’estinzione anticipata e da remunerare integralmente). Sulla differenza di materia alla base dei due pronunciamenti, il giudice rileva come se il settore del credito al consumo non avesse avuto effettivamente alcuna interrelazione con quello del credito per l’edilizia residenziale, non vi sarebbe stata alcuna ragione per menzionare e analizzare un precedente relativo al primo, in una pronuncia avente a oggetto il secondo.

Touché.

Da ultimo, nella sentenza n. 555, la CGUE ha valorizzato anche il ruolo del PIES e delle Autorità Nazionali, nella verifica della chiarezza delle informazioni fornite al consumatore (comune al credito al consumo e a quello immobiliare), stabilendo in caso di contestazione sulla riconducibilità di un costo alla categoria dei recurring, ovvero degli up front, un onere della prova a carico della Banca. In altri termini, qualora fossero riscontrate criticità nell’allocazione degli oneri (profilo particolarmente attenzionato dai sostenitori dell’integrale rimborsabilità), le Autorità preposte potrebbero intervenire, per implementare e ottimizzare la chiarezza e la trasparenza del modulo per il credito al consumo, senza il ricorso a teorie generalpreventive.

Scacco in 2 mosse (visto che, oggi, 20 luglio ne è la giornata internazionale).

 

 

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[1] Il riferimento è a Trib. Castrovillari, 10 marzo 2023, n. 332, in expartecreditoris.it.

[2] Cfr. ex multis Trib. Napoli, Sez. III, 04.12.2018.

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