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Nota a Trib. Ferrara, 25 novembre 2022.

di Monica Mandico

Mandico & Partners
La pubblicazione dell’avviso di cessione in G.U. se mai tiene luogo della singola notifica al debitore ceduto ma nulla dice sulla prova della cessione e del suo contenuto: serve solamente a dirimere eventuali conflitti fra piu’ aventi causa dal medesimo cedente ed a provare di efficacia il pagamento fatto dal ceduto al cedente.
 
Il fatto che in sede di avviso si indichi un sito dove può rinvenirsi una serie infinita di numeri, asseritamente corrispondente ai numeri assegnati ai crediti in sofferenza, senza alcuna prova del contenuto dell’elenco crediti che deve essere allegato alla cessione di credito e della cessione di credito stessa, non ha alcuna efficacia probatoria.
 
La parte che agisca affermandosi successore a titolo particolare della parte creditrice originaria, in virtù di un’operazione di cessione in blocco ex art. 58 d.lgs. n. 385 del 1998, ha l’onere di dimostrare l’inclusione del credito oggetto di causa nell’operazione di cessione in blocco, in tal modo fornendo la prova documentale della propria legittimazione sostanziale.
 
Tale prova è imprescindibile poiché chi si afferma successore della parte originaria ha l’onere di fornire la prova documentale della sua legittimazione, quindi nel caso di specie dell’effettività della cessione posto l’interesse del debitore ceduto a compiere un efficace pagamento liberatorio, indagando sull’esistenza e sulla validità estrinseca e formale della cessione.
 
Tale prova non è stata fornita: avrebbe potuto essere fornita a mezzo della produzione del contratto di cessione e di un estratto notarile dell’elenco dei crediti ceduti da cui si evinca in maniera inequivocabile che i crediti verso l’attuale debitore rientravano fra i crediti ceduti.

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