Carattere abusivo della “clausola di tasso minimo” nei contratti stipulati con i consumatori.



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Nota a CGUE, 17 maggio 2022, C-869/19.

Massima redazionale

 

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con la recente sentenza in oggetto, ha statuito il seguente principio di diritto:

«L’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, deve essere interpretato nel senso che esso osta all’applicazione di principi del procedimento giurisdizionale nazionale, in forza dei quali il giudice nazionale, adito in appello avverso una sentenza che limita nel tempo la restituzione delle somme indebitamente corrisposte dal consumatore in base a una clausola dichiarata abusiva, non può sollevare d’ufficio un motivo relativo alla violazione della disposizione in parola e disporre la restituzione integrale di dette somme, laddove la mancata contestazione di tale limitazione nel tempo da parte del consumatore interessato non possa essere imputata a una completa passività di quest’ultimo.».

 

 

Qui la sentenza. 

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