Obbligazioni illiquide e valutazione di (non) appropriatezza.



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Nota a ACF, 21 luglio 2021, n. 4008.

di Pierpaolo Verri

 

 

 

 

 

In una recente decisione, l’Arbitro per le Controversie Finanziarie si è pronunciato sul tema della commercializzazione di obbligazioni subordinate convertibili collocate dall’intermediario risultante, al tempo stesso, emittente delle medesime.

Il Collegio arbitrale della CONSOB, riconoscendo la domanda risarcitoria formulata da parte ricorrente, ha ritenuto assorbente, nel caso di specie, rispetto alle contestazioni mosse all’intermediario, il profilo della non appropriatezza delle operazioni contestate rispetto alla conoscenza e all’esperienza in materia di investimenti possedute dall’investitore.

L’ACF, nello specifico, valorizza la circostanza per cui l’intermediario non abbia dimostrato di avere agito con tutta la specifica diligenza richiesta, perché non può dirsi aver svolto in modo corretto la valutazione di (non) appropriatezza, non avendo avuto cura di precisare alla parte ricorrente sotto quali profili l’operatività in esame fosse non appropriata, in quanto solo ciò avrebbe ingenerato nel cliente autentica consapevolezza circa gli effetti del proprio operare.

Il Collegio arbitrale, inoltre sottolinea come “l’intermediario, trovandosi in una situazione di conflitto di interesse e tenuto conto del profilo scarsamente evoluto del ricorrente, avrebbe dovuto prestare la massima attenzione e cura nel mettere a disposizione del cliente un set informativo chiaro e completo”.

 

Qui la decisione.

 

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