Concessione abusiva di credito: legittimazione attiva del curatore per la reintegrazione del patrimonio del fallito.



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Nota a Cass. Civ., Sez. I, 30 giugno 2021, n. 18610.

di Donato Giovenzana

 

La Prima Sezione Civile della Suprema Corte, in esito ad un’organica ed approfondita trattazione – una sorta di compendio “didattico” -, concernente una della questioni più dibattute in dottrina e giurisprudenza – i.e. la legittimazione attiva del curatore per la reintegrazione del patrimonio del fallito, in presenza della cd. concessione abusiva di credito – ha espresso, nel cassare la sentenza impugnata, i seguenti rilevanti principi di diritto:

  • L’erogazione del credito che sia qualificabile come “abusiva”, in quanto effettuata, con dolo o con colpa, ad un’impresa che si palesi in una situazione di difficoltà economica-finanziaria ed in mancanza di concrete prospettive di superamento della crisi, integra un illecito del soggetto finanziatore, per essere egli venuto meno ai suoi doveri primari di una prudente gestione, che obbliga il medesimo al risarcimento del danno, ove ne discenda l’aggravamento del dissesto favorito dalla continuazione dell’attività d’impresa.”

  • Non integra abusiva concessione di credito la condotta della banca che, pur al di fuori di una formale procedura di risoluzione della crisi dell’impresa, abbia assunto un rischio non irragionevole, operando nell’intento del risanamento aziendale ed erogando credito ad un’impresa suscettibile, secondo una valutazione ex ante, di superamento della crisi o almeno di proficua permanenza sul mercato, sulla base di documenti, dati e notizie acquisite, da cui sia stata in buona fede desunta la volontà e la possibilità del soggetto finanziato di utilizzare il credito ai detti scopi.”

  • Il curatore fallimentare è legittimato ad agire contro la banca per la concessione abusiva del credito, in caso di illecita nuova finanza o di mantenimento dei contratti in corso, che abbia cagionato una diminuzione del patrimonio del soggetto fallito, per il danno diretto all’impresa conseguito al finanziamento e per il pregiudizio all’intero ceto creditorio a causa della perdita della garanzia patrimoniale, ex art. 2740 c.c.”

  • La responsabilità in capo alla banca, qualora abusiva finanziatrice, può sussistere in concorso con quella degli organi sociali di cui all’art. 146 l. fall., in via di solidarietà passiva ai sensi dell’art. 2055 c.c., quali fatti causatori del medesimo danno, senza che, peraltro, sia necessario l’esercizio congiunto delle azioni verso gli organi sociali e verso il finanziatore, trattandosi di mero litisconsorzio facoltativo”.

 

 

Qui l’ordinanza.

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