Anatocismo ed usura nei mutui-profili civilistici: alla ricerca di un linguaggio comune tra matematica e diritto



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Rivista di Diritto del Risparmio

Approfondimenti

Anatocismo ed usura nei mutui-profili civilistici: alla ricerca di un linguaggio comune tra matematica e diritto *

A cura di**

Graziano Aretusi, Carmine Mario Germinara, Laura Germinara, Carlo Mari, Matteo Nerbi, Domenico Provenzano, Michele Sirgiovanni, Bruno Spagna Musso

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luglio 2020

Sommario: 1. Introduzione – 2. Sul regime composto e sul regime semplice e sul concetto di anatocismo – 3. Sul principio di equità (o equivalenza) nelle operazioni di scambio – 4. Sulle condizioni che devono essere indicate in contratto: sulle attività condotte dal bancario nella fase di progettazione e dal tecnico nella fase di verifica dell’operazione di scambio – 5. Sui piani di ammortamento in regime composto degli interessi – 6. Sul TAN e sul TAE in regime composto e in regime semplice – 7. Sugli effetti dell’anatocismo sul TAEG e sul TEG – 8. Sul riconoscimento dell’anatocismo giuridico attraverso la conoscenza del regime finanziario – 9. Sulle implicazioni notevoli e sui principi generali e costituzionali

 

1. Introduzione. La questione dell’anatocismo bancario nei prestiti a rimborso graduale è un tema di grande attualità ed è materia di un vivo dibattito. Una serie di questioni che riguardano gli aspetti concettuali e terminologici e gli effetti che i differenti regimi di interessi comportano sull’operazione, sono state oggetto di diversi giudizi di merito. La materia, cioè, non può prescindere da uno studio approfondito delle questioni matematiche e tecniche, che devono necessariamente ritrovare una loro dimensione nel fatto giuridico.

La matematica finanziaria si occupa di tutti i problemi relativi al denaro e al suo impiego. Il denaro è lo strumento con cui si possono effettuare scambi commerciali tra soggetti; infatti con il denaro si comprano e vendono beni e servizi. Lo scambio di denaro può avvenire in un’unica soluzione oppure in istanti temporali diversi. Nel primo caso si parlerà di prestito elementare, nel secondo caso si parlerà di prestito graduale (o rateale). Ad esempio, una somma di denaro presa in prestito oggi, può essere restituita completamente in un’unica soluzione alla fine di quattro anni, oppure può essere restituita in quattro soluzioni, parte alla volta, alla fine di ogni anno.

In questo senso, le operazioni finanziarie (cioè quelle operazioni di cui si occupa la matematica finanziaria) consistono nello scambio di una somma di denaro ad una certa data, con un’altra somma di denaro a un’altra data. Chi presta il denaro è il creditore, mentre chi riceve il denaro è il debitore.

Affinché l’operazione finanziaria possa avere corso, si dovrà rispettare il principio di equità finanziaria, cioè dovrà essere garantito il rispetto di un equilibrio finanziario tra il creditore e il debitore: se in questo istante prestassi una somma di denaro, il soggetto che la riceve sarebbe disposto a restituirmi, in questo stesso istante, non di più della somma di denaro prestata e, sempre nello stesso istante, io non sarei disposto a riavere meno della somma prestata. Quindi, l’unico equilibrio possibile consiste nel prestare una somma di denaro e ricevere in cambio, nello stesso istante, la stessa somma di denaro, né più e né meno. Infatti, se fosse violato questo principio di equità finanziaria, una delle due parti (creditore o debitore) si procurerebbe un vantaggio a scapito dell’altra parte; di conseguenza, se la parte svantaggiata rilevasse il vantaggio altrui, non sarebbe più propensa a concludere o effettuare l’operazione.

Ovviamente, affinché il creditore abbia interesse a privarsi di una somma di denaro e a impiegarla, cioè a metterla a disposizione del debitore per un periodo di tempo, dovrà essere incentivato a farlo attraverso la promessa di ricevere, alla scadenza dello scambio, oltre alla somma di denaro prestata, detta capitale, anche un’ulteriore somma di denaro come compenso, chiamato, per l’appunto, interesse. A scadenza, l’importo complessivo di capitale e interesse è detto montante dell’operazione. Per cui, il montante è una miscela di capitale e interessi nella proporzione stabilità dal tasso di interesse. È del tutto evidente che l’interesse dipende sia dal denaro prestato (capitale), sia dal tempo dell’impiego del denaro. Più grande è la somma di denaro prestata, più grande sarà l’interesse da corrispondere al creditore; più lontano sarà il momento della restituzione della somma di denaro, più grande sarà l’interesse da corrispondere da parte del debitore.


 

* Lo scritto è stato redatto e condiviso a cura degli Autori come documento finale del Convegno ASSUBA “Anatocismo ed usura nei mutui – profili civilistici: alla ricerca di un linguaggio comune tra Matematica e Diritto”. Pistoia, 8 maggio 2020.

** In ordine alfabetico: Graziano Aretusi (PhD in Statistica Applicata, Università degli Studi “G. D’Annunzio”, CH-PE, CTU-Consulente Tecnico del Tribunale), Carmine Mario Germinara (Presidente ASSUBA, Commercialista, CTU-Consulente Tecnico del Tribunale), Laura Germinara (Dottore Commercialista in Prato, CTU-Consulente Tecnico del Tribunale), Carlo Mari (Professore Ordinario di Matematica Finanziaria Università degli Studi “G. D’Annunzio” CH-PE), Matteo Nerbi (Avvocato del Foro di Massa Carrara), Domenico Provenzano (Magistrato Civile Tribunale di Massa),  Michele Sirgiovanni (Magistrato Civile Tribunale di Prato), Bruno Spagna Musso (Avvocato, già Magistrato e componente Sezioni Unite della Corte di Cassazione).

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