Diritto del cliente ad ottenere la documentazione e profili risarcitori



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ABF, Collegio di Bologna, decisione N. 20090 del 29 agosto 2019

di Marco Chironi

Nella decisione in commento, l’ABF ha affrontato la tematica concernente il diritto del cliente ad ottenere dalla Banca la documentazione ex art. 119 T.u.b., nonché i profili risarcitori scaturenti dall’inadempimento degli obblighi di produzione imposti documentale in capo agli Istituti di credito. Il Collegio si è poi soffermato sui rapporti tra finanziatore e mandataria ai fini di stabilire quale soggetto sia legittimato a resistere in giudizio, stabilendo che in tali fattispecie, si debba procedere con una considerazione unitaria dell’assetto degli interessi globalmente perseguiti dalle parti.

FATTO

Il ricorrente adiva l’Arbitro Bancario e Finanziario esponendo: i) di avere stipulato un contratto di prestito contro cessione del quinto dello stipendio con altro intermediario in qualità di mandatario di una società poi incorporata dall’intermediario resistente; ii) di aver esperito reclamo richiedendo il rimborso di tutte le somme dovute per commissioni e premio assicurativo in conseguenza dell’intervenuta estinzione anticipata del finanziamento, nonché copia del relativo conteggio estintivo per poter verificare la congruità delle somme rimborsate; iii)  di avere ricevuto riscontro negativo dell’intermediario.

Per tali ragioni, chiedeva all’ABF adito di accertare e dichiarare il suo diritto ad ottenere da parte dell’intermediario resistente la trasmissione di copia del conteggio estintivo relativo al contratto in oggetto, nonché di condannare il medesimo istituto al risarcimento del danno patito conseguente alla condotta ostruzionistica sopra descritta, quantificato in 500,00 euro.

Si costitutiva l’intermediario resistente, concludendo per il rigetto della domanda di parte ricorrente.

  1. Diritto del cliente ad ottenere copia del conteggio estintivo

Oggetto della controversia di cui si tratta riguarda il diritto della parte ricorrente all’ostensione documentale di cui all’art. 119 del T.U.B.[1] e, in particolare il diritto ad ottenere l’esibizione della “copia del conteggio estintivo relativo al contratto in oggetto”.

Sul punto, il Collegio ha ricordato come la normativa preveda, da una parte, “il diritto [del cliente] di ottenere, a proprie spese, entro un congruo termine e comunque non oltre novanta giorni, copia della documentazione inerente a singole operazioni” e, dall’altra, l’obbligo in capo all’intermediario di conservazione e produzione della relativa documentazione per la durata di dieci anni”, limite temporale da intendersi pur sempre relativo alle singole operazioni.

Certamente, il predetto limite temporale decennale non opera rispetto alla documentazione contrattuale, in quanto il disposto dell’art. 119 del T.U.B. deve essere coordinato con le previsioni di cui all’ art. 117 T.u.b., con la conseguenza che può affermarsi il diritto dei clienti a ricevere copia del contratto sia al momento della sottoscrizione “sia che successivamente, ove occorra, nel caso in cui abbiano smarrito il documento od in ultimo dichiarino di non averlo mai ricevuto e ne facciano richiesta di consegna[2].

L’intermediario resistente, nelle proprie controdeduzioni, ha fondato la propria difesa sull’eccezione, secondo cui, l’estinzione anticipata del contratto fosse avvenuta oltre il termine decennale previsto dalla norma richiamata.

Tuttavia, a prescindere dalla corretta interpretazione degli artt. 117 e 119 T.u.b., il Collegio ha osservato come dagli atti processuali fosse emerso come negli anni precedenti, il ricorrente avesse già richiesto detta documentazione, senza ricevere alcun riscontro positivo dall’intermediario.

Quanto all’ulteriore eccezione formulata da parte convenuta, secondo cui il ricorrente avrebbe dovuto rivolgere la domanda di esibizione all’intermediario mandatario, che a suo tempo aveva emesso il documento in questione, il Collegio ha osservato quanto segue.

Dalle condizioni del contratto, non vi era traccia di una specifica disposizione che prevedesse, tra i compiti demandati alla mandataria, anche l’emissione del conteggio estintivo.

Oltretutto, dalle stesse condizioni contrattuali, il Collegio ha evinto che per la definizione di eventuali reclami ci si potesse rivolgere tanto all’ufficio competente della mandataria quanto a quello della mandante[3].

Ad ogni buon conto, risulta consolidato orientamento dei vari Collegi ABF riconoscere la legittimazione passiva della mandante rispetto alla richiesta di rimborso di tutti gli oneri non goduti in quanto “la conclusione del rapporto di finanziamento per il tramite di una società mandataria del finanziatore impone una considerazione unitaria dell’assetto degli interessi globalmente perseguiti dalle parti, di guisa che la mandante, proprio in forza del contratto che la lega alla mandataria, non può certamente essere considerata estranea al rapporto o mera custode di quest’ultima[4]

Sulla sussistenza della legittimazione passiva della società mandante, anche rispetto alla richiesta di consegna di copia del conteggio di estinzione anticipata, si è così espresso il Collegio ABF di Napoli nella decisione n. 7169/2016: “in ordine al mancato invio del conto estintivo relativo al contratto di delegazione di pagamento la domanda è fondata essendo irrilevante la circostanza che esso a suo tempo sia stata emesso dalla società mandataria dell’istituto finanziatore essendo costui, e non la mandataria, parte sostanziale del rapporto di finanziamento obbligato a soddisfare la richiesta ex art. 119 del T.U.B.”.

Per tali motivi, il Collegio ha riconosciuto il diritto del cliente ad ottenere la documentazione richiesta.

  1. Condotta ostruzionistica della Banca: richiesta di risarcimento del danno

Il ricorrente ha richiesto, altresì, il risarcimento dei danni scaturente dalla condotta ostruzionistica dell’intermediario, per non aver fornito la documentazione richiesta.

L’intermediario resistente ha eccepito sia l’infondatezza della richiesta sia la mancata produzione di prove in merito al danno asseritamente subito da parte del ricorrente.

Il Collegio ha rigettato la domanda per non aver, parte ricorrente, documentato alcun danno specifico quale conseguenza della condotta ostruzionistica della Banca.

  1. Conclusioni

La decisione in esame offre lo spunto per interrogarsi sulla portata dell’art. 119 T.u.b., che secondo consolidato orientamento della Suprema Corte di Cassazione è una delle disposizioni maggiormente idonee a tutelare il cliente[5].

Sebbene l’art. 119 T.u.b. imponga alla Banca di consegnare l’integrale documentazione al correntista, che posto in una situazione di fisiologica asimmetria, ne faccia richiesta, nella prassi tale norma è assai frequentemente disattesa dagli Istituti di credito.

Del resto, se da un lato, la disposizione riconosce un vero e proprio ius exhibendum del correntista nei confronti della Banca, dall’altro non disciplina le conseguenze nel caso, assai frequente, di inadempimento da parte delle Banche.

Invero, il cliente che non ottenga la documentazione di cui ha diritto ad avere può subire un pregiudizio, che si può declinare sia in chiave di perdita di chance, che di danno emergente, soprattutto se si considera che l’intera disciplina di settore prevista nel T.u.b. rappresenta un tentativo del legislatore di ridurre il fisiologico squilibrio tra le parti.

Stante il vuoto normativo appare necessario ragionare in chiave sistematica, utilizzando altresì i principi codicistici in tema di mandato, per poter stabilire quali possano essere le conseguenze della mancata osservanza dell’art. 119 T.u.b. da parte degli Istituti di Credito.


[1] Per un esame della struttura della norma sia permesso rinviare a Chironi, Banche, rendiconto e trasparenza, in questa Rivista.

[2] Cfr. ABF, decisione n. 7671/2017, in www.arbitrobancarioefinanzio.it.

[3] Cfr. ABF Collegio di Bologna, decisione n. 7391/2018, che ha stabilito che, “alla luce di quanto indicato nella procura speciale ai sensi della quale l’intermediario B) agiva come mandatario nonché dei numerosi conteggi estintivi esaminati da questo Collegio in ricorsi proposti nei confronti dell’intermediario B), il Collegio ritiene che non possa essere in dubbio la circostanza che sia stato l’intermediario B) a predisporre il conteggio estintivo e che, pertanto, sia tenuto a rilasciarne copia qualora il cliente ne faccia richiesta, come nel caso di specie, e che conseguentemente l’intermediario B sia tenuto a rilasciare copia del conteggio estintivo a favore del ricorrente”.

[4] Testualmente Collegio ABF di Bologna, decisione n. 3676/2017, in www.arbitrobancarioefinanziario.it.

[5] Ex multis, cfr. Cass. Civ., Sez. I, 4 dicembre 2019, n. 31649, con nota di Zurlo, Richiesta stragiudiziale della documentazione e ordine di esibizione: il mancato esperimento della prima non può essere ostativo alla proposizione del secondo, in questa Rivista; Cass. Civ., Sez. VI, 11 marzo 2020, n. 6975, con nota di Albanese, La Suprema Corte e la richiesta di documentazione ex art. 119 tub: facoltà non soggetta a limitazioni arbitrarie e non vincolo dell’onere, in questa rivista.

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